La cenere dell’Etna non deve più paralizzare la Sicilia: serve un piano d’azione coordinato tra gli aeroporti, secondo Biagio Picarella, che lavora per un ente di gestione aeroportuale, giù operation e safety manager alla Soaco, la società che gestiva l’aeroporto di comiso prima della fusione con la sac e già dirigente all’aeroporto di Lampedusa. il manager Picarella ha lanciato la proposta DI UN PIANO REGIONALE DI CONTINUITÀ OPERATIVA DEL TRASPORTO AEREO IN SICILIA IN CASO DI EVENTI DI VOLCANIC ASH pensando alla Sicilian Airport Contingency Network, una rete integrata tra Catania, Palermo, Comiso e Trapani per gestire le emergenze in modo coordinato. Il piano supera la frammentazione attuale introducendo una dashboard regionale in tempo reale, che redistribuisce immediatamente i voli dirottati e assegna ruoli specifici a ciascuno scalo in base alla capacità residua.
La vera svolta riguarda la mobilità a terra: la gestione del passeggero non finisce all’atterraggio ma con l’arrivo a destinazione, grazie ad accordi preventivi per bus e treni pronti ad attivarsi su 5 livelli di crisi. Attraverso un coordinamento unificato (CDM regionale), compagnie aeree, handler e trasporti terrestri condivideranno la stessa regia per azzerare il caos nei terminal. Con simulazioni periodiche, KPI, indicatori di prestazione, sul campo e una matrice di responsabilità condivisa, l’isola passa dalla risposta all’emergenza alla resilienza programmata.
Dall’Etna al piano Picarella: la rete tra aeroporti e bus per non bloccare la Sicilia