L’ennesima chiusura dell’aeroporto di Catania per la cenere dell’Etna fa esplodere la protesta di politica e associazioni. Decio Terrana (Udc) e i parlamentari M5S Scerra e Cantone denunciano presunte speculazioni sulle tariffe di taxi e NCC — arrivate fino a 800 euro per i trasferimenti —, chiedendo l’intervento di Antitrust, Mit ed Enac. Anche CNA Trapani punta il dito contro il crollo del sistema dei trasporti e i costi esorbitanti sostenuti dai viaggiatori. Sul fronte della gestione dello scalo, la coalizione di associazioni e sigle politiche (tra cui MEC, Psi e Pli) accusa la SAC di totale assenza di programmazione e di un “Piano Etna”, chiedendo la discontinuità ai vertici della società e della Regione. Di diverso avviso Salvo Tomarchio (Forza Italia), il quale difende l’operato della SAC ricordando che il blocco dei voli è una misura di sicurezza disposta da Enac ed Enav, laddove i disagi e la riprotezione dei viaggiatori restano precise responsabilità delle compagnie aeree. Tomarchio propone infine di dirottare temporaneamente le risorse del Ponte sullo Stretto verso il potenziamento urgente e immediato delle infrastrutture e delle reti di collegamento siciliane.
ETNA - SPECULAZIONI E SCONTRO SU GESTIONE CRISI
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