BORSE DI STUDIO SPECIALIZZANDI - “MANCA ALL’APPELLO L’UNIVERSITA’ DI CATANIA”

di Veronica Puglisi

Non ha risposto all’appello l’università di Catania in merito alle operazioni di individuazione dei beneficiari delle borse di studio per specializzandi delle professioni sanitarie non mediche. A dirlo il deputato regionale Ignazio Abbate, primo firmatario e relatore dell’Articolo 46 della norma approvata lo scorso mese di dicembre con la manovra finanziaria. “Senza i dati di Catania la ripartizione delle somme (5 milioni di euro) non potrà avvenire. Ringraziamo il dirigente dell’Assessorato all’Istruzione e alla Formazione Professionale, Vincenzo Cusimano che nella missiva indirizzata al Rettore dell’ateneo catanese, facendo riferimento alle precedenti richieste del mese di giugno, indica un termine perentorio di cinque giorni a far data da ieri per comunicare il numero esatto di professionisti specializzandi negli indirizzi di biologia, chimica, fisica, veterinaria, odontoiatria e farmacia. In caso di ulteriore mancata risposta, si andrebbe incontro ad un danno enorme visto che gli specializzandi dell’Università di Catania perderebbero il diritto di ricevere gli aiuti economici per i quali ci siamo battuti, tanto da rendere la Sicilia l’unica regione in Italia ad aver approvato la norma. Oltre a reiterare l’invito al Presidente Schifani e all’Assessore Turano a mettersi in contatto personalmente con il rettore dell’Università di Catania, auspico che anche gli ordini professionali che rappresentano queste categorie si facciano sentire, dice Abbate. Gli stessi ordini che tanto hanno perorato l’approvazione di una norma per equiparare la figura del professionista non sanitario a quella sanitaria e che oggi sono chiamati a muoversi per non vanificare quanto di buono fatto lavorando in sinergia con i rappresentanti istituzionali. Abbiamo contattato l’ufficio stampa del l’università di Catania per avere chiarimenti e ha dichiarato che fornirà delle risposte a breve.