POLITICA REGIONALE - IL RISIKO DEL CENTRODESTRA

di Viviana Sammito

Il risiko per la conquista di Palazzo d’Orléans entra nel vivo all’Etna Forum, a raglana, scoperchiando le prime spaccature e i regolamenti di conti dentro la maggioranza. Se la Lega di Nino Germanà prova a blindare in fretta e furia Renato Schifani per un bis all’insegna della stabilità, riferendo che “non c’è bisogno di particolari dichiarazioni per dire che Renato Schifani può guidare la Regione anche per un secondo mandato. È la realtà di questi anni a parlare. È il lavoro svolto, è la stabilità garantita e sono i risultati ottenuti a indicare la necessità di dare continuità a questo percorso”, Fratelli d’Italia smentisce subito l’armonia di facciata: il commissario Luca Sbardella raffredda gli entusiasmi ricordando che il partito ha almeno cinque carte di peso da calare per la presidenza e su Vannacci “Ricordo – ha detto – che al momento vota sistematicamente con l’opposizione in Parlamento. In Sicilia ancora non esiste ma in Parlamento Vannacci è una forza d’opposizione e di conseguenza è lui che si sta ponendo fuori dal centrodestra, per ora. Poi si vedrà. Si discute”. Mentre il presidente dell’ARS Gaetano Galvagno riapre la ferita del mai digerito no al mandato-bis di Musumeci, spingendosi persino a ipotizzare una manovra spregiudicata per imbarcare Cateno De Luca, riconoscendogli consensi fuori dal’ordinario, soprattutto nel suo feudo: messina. Lo stesso Musumeci si chiama fuori per motivi personali, ma non risparmia frecciate e rivendicazioni sul passato. “Si diventa fragili. Non si fanno progetti a quest’età, ma ci si alza la mattina senza l’ansia di ricevere attacchi e si passa del tempo con i nipoti. C’è un momento per ogni cosa”. Sono stato in quel palazzo lasciandolo incontaminato. I malfattori restavano fuori”. “E’ stata l’esperienza più bella della mia vita. Schifani – ha concluso – è stato uno dei nomi che ho fatto. Se si ricandidasse, voterei Schifani. Io non sono più interessato alla politica regionale”.

Per la democrazia cristiana, “Il presidente Schifani è il candidato naturale del centrodestra. In questi anni ha governato bene e con autorevolezza una regione, la Sicilia, che gli indicatori economici danno in crescita”. Lo dice il capogruppo all’Ars della Dc e sindaco di Ribera (Agrigento), Carmelo Pace. Il centrodestra siciliano – conclude – sia coeso e determinato nel proporre e sostenere, a livello territoriale, il secondo mandato del presidente Schifani”.

Dal canto suo, De Luca fiuta il nervosismo tra gli alleati e affonda il colpo, smontando i trionfalismi contabili di Schifani e bollando l’avanzo di bilancio come pura incapacità di spesa che condanna la Sicilia agli ultimi posti d’Europa. Sullo sfondo resta la solita opposizione spuntata, con un centrosinistra ancora privo di una rotta e di un nome credibile.

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