A un mese e mezzo dal decreto regionale, mentre altre zone dell’Isola hanno già avviato le procedure, nei comuni capofila iblei regna il silenzio burocratico. Il sindacato ha inviato un sollecito urgente via PEC ai sindaci. Le risorse economiche ci sono. Già stanziate dalla Regione Siciliana fin dallo scorso 16 luglio, ma in provincia di Ragusa di bandi per il Bonus caregiver 2022 non se ne parla . SPI CGIL Ragusa, punta il dito contro i tre Distretti socio-sanitari del territorio: il 43 di Vittoria, il 44 di Ragusa e il 45 di Modica, accusati di immobilismo burocratico. In ballo per il territorio ragusano ci sono oltre 136 mila euro, ripartiti in base alla popolazione del 2025: poco più di 45 mila euro a Vittoria, 42 mila a Ragusa e 49 mila a Modica. Risorse destinate a supportare l’enorme carico di cure delle famiglie con disabilità gravi e gravissime. Dietro questi ritardi, attacca lo SPI, ci sono persone che non possono aspettare i tempi biblici della pubblica amministrazione. la critica del sindacato, guidato da Saro Denaro, va oltre la singola scadenza amministrativa. Lo stanziamento complessivo di 2 milioni di euro per tutta la Sicilia viene definito esiguo e insufficiente. La CGIL chiede quindi due interventi immediati: sbloccare subito i bandi 2022 per dare ossigeno alle famiglie e, per il futuro, un incremento sostanziale dei fondi regionali. Perché sostenere un caregiver significa difendere la dignità dei più fragili.
Bonus caregiver 2022, lo SPI CGIL Ragusa: “I fondi ci sono, adesso i Distretti pubblichino gli avvisi”
I fondi sono stati stanziati dalla Regione Siciliana, altri territori dell’Isola hanno già avviato le procedure, ma in provincia di Ragusa gli avvisi per il Bonus caregiver relativo all’annualità 2022 non risultano ancora pubblicati.A sollevare la questione è lo SPI CGIL di Ragusa, che chiede ai tre Distretti socio-sanitari della provincia, il DSS 43 di Vittoria, il DSS 44 di Ragusa e il DSS 45 di Modica, di procedere con urgenza alla predisposizione e alla pubblicazione degli avvisi destinati alle famiglie che assistono persone con disabilità grave e gravissima. Il segretario generale provinciale dello SPI CGIL, Saro Denaro, ha inviato una PEC di sollecito ai Comuni capofila dei tre Distretti chiedendo di accelerare gli adempimenti di competenza. “Ad un mese e mezzo dal decreto gli avvisi non risultano ancora pubblicati” Il provvedimento regionale risale infatti al 16 luglio 2026. Con il D.R.S. n. 2561, la Regione Siciliana ha disposto l’impegno e la liquidazione delle risorse destinate al sostegno del ruolo di cura e assistenza svolto dai caregiver familiari ma A distanza di circa un mese e mezzo dal decreto, sottolinea il sindacato, nelle sezioni istituzionali pubblicamente consultabili dei Comuni capofila dei Distretti socio-sanitari 43, 44 e 45 non risulta ancora reperibile l’avviso relativo all’annualità 2022. Una situazione sulla quale lo SPI CGIL chiede un intervento tempestivo, anche alla luce del fatto che altri Distretti socio-sanitari siciliani hanno già provveduto alla pubblicazione delle procedure.
“Non siamo di fronte soltanto a una scadenza amministrativa»”afferma Saro Denaro. “Dietro queste risorse ci sono persone, famiglie e caregiver che ogni giorno sostengono un carico di cura enorme. Pubblicare tempestivamente gli avvisi significa concedere loro un tempo ragionevole per conoscere questa opportunità, raccogliere la documentazione necessaria e presentare correttamente la domanda”. Il decreto regionale ha previsto complessivamente 2.035.212,87 euro da distribuire tra i Distretti socio-sanitari siciliani per consentire l’erogazione del contributo economico alle persone che svolgono il ruolo di caregiver familiare di soggetti con disabilità grave e gravissima.Nel dettaglio, 1.322.888,37 euro, pari al 65 per cento del fondo, sono destinati ai caregiver delle persone con disabilità grave, mentre 712.324,50 euro, pari al restante 35 per cento, sono riservati ai caregiver delle persone con disabilità gravissima. La ripartizione delle somme tra i diversi Distretti è stata effettuata sulla base della popolazione censita nel 2025. Una volta trasferite le risorse, spetta ai Distretti socio-sanitari procedere agli adempimenti necessari per consentirne l’effettiva erogazione ai beneficiari.Per la provincia di Ragusa le risorse assegnate ammontano complessivamente a 136.590,90 euro.Al DSS 43 di Vittoria, con una popolazione di 106.492 abitanti, sono destinati 45.271,83 euro; al DSS 44 di Ragusa, con 99.002 abitanti, 42.087,68 euro; al DSS 45 di Modica, che comprende una popolazione di 115.806 abitanti, sono stati assegnati 49.231,39 euro. Da qui la richiesta dello SPI CGIL ai tre Distretti della provincia affinché vengano completati con urgenza gli adempimenti necessari, assicurando la predisposizione, la pubblicazione e un’adeguata diffusione degli avvisi relativi all’annualità 2022.
“Quando si parla di caregiver”prosegue Denaro, «il tempo della pubblica amministrazione deve riuscire ad avvicinarsi il più possibile al tempo delle famiglie. E il tempo di chi assiste quotidianamente una persona con disabilità grave o gravissima è fatto di necessità concrete, spesso non rinviabil” Il sindacato pone però anche una seconda questione, che riguarda direttamente la consistenza delle risorse disponibili. Per lo SPI CGIL lo stanziamento disposto dalla Regione Siciliana è infatti esiguo e insufficiente rispetto alla dimensione e alla complessità dei bisogni ai quali dovrebbe dare risposta.Per questo il Sindacato Pensionati della CGIL chiede al Governo regionale che, già a partire dalle prossime annualità, venga previsto un incremento sostanziale delle somme destinate ai caregiver familiari.
“Sostenere un caregiver non significa soltanto riconoscere economicamente il lavoro silenzioso che migliaia di persone svolgono ogni giorno”, conclude Denaro. “Significa sostenere concretamente la cura delle persone più fragili e riconoscere il ruolo fondamentale delle famiglie all’interno del nostro sistema sociale e assistenziale. Per questo chiediamo due cose molto semplici: che le risorse già disponibili vengano rese accessibili senza ulteriori ritardi e che, per il futuro, siano stanziati fondi realmente adeguati alle necessità”.