“Il Calendario venatorio della Sicilia 2026/2027 torna pienamente efficace per tutte le specie, comprese quelle interessate dalle giornate di preapertura, con la sola eccezione della Tortora selvatica. È questo l’effetto dell’ordinanza pubblicata ieri dal Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, che ha accolto in parte gli appelli presentati dalla Regione e dalle associazioni venatorie contro la sospensione disposta a fine luglio dal TAR di Palermo”. E’ quanto si legge sul sito iocaccio.it in un articolo nel quale si dice che “il calendario è stato ripristinato soprattutto perchè, secondo i giudici d’appello, il TAR aveva sospeso molto più di quanto fosse stato effettivamente richiesto dalle associazioni ambientaliste”. Associazioni che tornano oggi a far sentire la propria voce. “Non si tratta affatto di un “via libera” generalizzato della stagione venatoria in Sicilia – dicono Legambiente, Lipu e WWF – Da oggi, infatti, vigerà il regime straordinario della “preapertura” della caccia: solo 5 giornate fisse (5, 6, 9, 12 e 13 settembre) in cui è autorizzata una forma speciale di attività venatoria prima dell’apertura generale della stagione, a terza domenica di settembre. Nonostante Ministero dell’Ambiente ed ISPRA avessero chiesto alla Regione una moratoria della caccia alla Tortora, l’Assessore all’agricoltura Luca Sammartino aveva inserito, nel proprio decreto assessoriale sul Calendario venatorio, anche tale specie di uccello migratore. Adesso il CGA ha ritenuto che tale decisione fosse gravemente incompatibile con la prioritaria esigenza di tutela della fauna. Da stamani, quindi, e per sole altre 4 giornate, i cacciatori potranno abbattere unicamente esemplari di Colombaccio e solo nella forma di appostamento: il cacciatore, cioè, non potrà vagare liberamente nelle campagne. Nonostante sui suoi profili social l’Assessore Sammartino dichiari che il pronunciamento del CGA “conferma la correttezza del suo operato” – concludono le associazioni – in realtà i Giudici amministrativi hanno duramente censurato la sua politica filovenatoria”.
CACCIA - LE REAZIONI DOPO LA SENTENZA DEL CGA
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