La sentenza delle prima sezione penale della corte di cassazione ha rigettato i ricorsi presentati da due indagati che sono stati arrestati dalla polizia di stato di Agrigento. Si tratta del titolare di un’agenzia d’affari, indagato, per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale in atti pubblici con l’aggravante di avere commesso il fatto in relazione ad un atto pubblico, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, rivelazione di segreto d’ufficio, corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione di persona incaricata di pubblico servizio, nonché concorso nei reati di riciclaggio e autoriciclaggio. L’uomo adesso si trona nel carcere di Agrigento
Contestualmente, la Squadra Mobile di Agrigento ha eseguito la misura interdittiva della sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio per la durata di sei mesi nei confronti di una Ispettrice del Comando di Polizia Locale del Comune di Porto Empedocle indagata per ipotesi di falso.
Le indagini iniziate nel maggio 2023 si sono concluse ad Aprile 2025, ed hanno consentito di ricostruire un articolato sistema illecito connesso alla gestione delle pratiche amministrative finalizzate al riconoscimento della cittadinanza italiana in favore di cittadini di origine brasiliana. Deferiti alla procura agrigentina 23 persone coinvolte a vario titolo in ipotesi di reato riconducibili a corruzione, falso, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita.
Già lo scorso maggio la Squadra Mobile di Agrigento aveva dato esecuzione ad ulteriori provvedimenti cautelari definitivi emessi dal Tribunale del Riesame di Palermo nei confronti di due ulteriori indagati, sempre nell’ambito dello stesso procedimento, confermando la progressiva evoluzione dell’iter cautelare scaturito dalle indagini.
AGRIGENTO - INCHIESTA CITTADINANZE ITALIANE, 2 ORDINANZE
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