CARO CARBURANTI - ANCHE I PESCATORI SONO PRONTI A FERMARSI

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Dopo gli autotrasportatori siciliani, convocati domani pomeriggio dall’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità Alessandro Aricò, anche la pesca professionale minaccia di fermarsi per il caro carburante. Lo annuncia la Federazione armatori siciliani minacciando uno ‘sciopero bianco’, lasciando le unità agli ormeggi, che bloccherebbe le attività del settore e lo Stretto di Messina. “Non vogliamo l’ennesimo contentino – si legge in una nota – se un’impresa non riesce più a mettere gasolio nel peschereccio, tutti gli altri progetti diventano secondari. Prima bisogna consentire agli armatori di continuare a lavorare”. La Federazione armatori siciliani chiede alla Regione di “valutare una rimodulazione straordinaria delle risorse europee e regionali destinate al comparto, concentrando, per quanto consentito dalla normativa europea e nazionale, la massima quantità possibile di risorse sulle misure direttamente finalizzate a fronteggiare il costo dell’energia e a garantire la continuità delle imprese di pesca”. La Regione, in realtà, ha già annunciato un intervento per il comparto. Il 15 settembre è stato infatti pubblicato un bando destinato alle imprese siciliane della pesca e dell’acquacoltura colpite dal rincaro del carburante, con una dotazione di 12,1 milioni di euro provenienti dal Feampa 2021-2027, alla quale si aggiungono 5 milioni di euro del bilancio regionale. Per la Federazione, tuttavia, “l’emergenza impone di verificare rapidamente l’effettiva adeguatezza delle risorse rispetto alla dimensione della crisi e soprattutto i tempi necessari perché gli aiuti arrivino concretamente alle imprese”. “Un contributo che arriva quando l’impresa ha già fermato la barca – osserva – accumulato debiti o cessato l’attività rischia di arrivare troppo tardi. L’emergenza è adesso”.

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