Proteste e abbandono dell’Italia.
È quanto scrive in una lunga lettera la federazione armatori siciliani che ha già annunciato una protesta per il prossimo 22 ottobre specificando che oltre allo stato di crisi serve lo Stato d’emergenza.
A oggi gli armatori pagano 1,40 euro a litro per il gasolio. Una cifra non più sostenibile. Ed è per questo che nella lettera indirizzata al governo nazionale e a vari esponenti istituzionali, la Federazione Armatori Siciliani evidenzia che gli strumenti sino ad oggi individuati – contributi percentuali, crediti d’imposta, agevolazioni fiscali o altre forme di compensazione – pur costituendo interventi di sostegno, non risultano, sufficienti a garantire la sopravvivenza economica delle imprese di pesca maggiormente esposte.
Occorre intervenire sul costo effettivamente sostenuto dall’armatore per ogni litro di carburante, attraverso strumenti straordinari compatibili con la normativa nazionale ed europea.
Da qui le proposte della federazione armatori siciliani