Riaccende i riflettori sui temi del sovradimensionamento delle carceri e sulle carenze organiche, l’episodio avvenuto alle 4 di questa notte quando un detenuto di 34 anni è evaso dalla casa circondariale Pietro cerulli di Trapani e poi è stato fermato intorno alle 7 nei pressi del passaggio a livello di via Marsala dagli agenti della polizia penitenziaria. Secondo le prime informazioni diffuse dai sindacati , il detenuto, di origine straniera ma nato in Italia, si trovava da solo in una cella del reparto Mediterraneo, essendo sottoposto al regime previsto dall’art. 14-bis dell’Ordinamento penitenziario. Per allontanarsi dalla struttura, avrebbe praticato un foro in una parete prospiciente un’area esterna al padiglione, riuscendo successivamente a superare il muro di cinta. Ad intervenire su quanto accaduto il Sindacato Nazionale Autonomo Polizia Penitenziaria. “Non è più possibile sottovalutare le problematiche strutturali e operative che incidono sulla sicurezza degli istituti penitenziari e sull’incolumità del personale di Polizia Penitenziaria, rimarca il sindacato. La sicurezza non può essere affidata esclusivamente alla professionalità e al sacrificio degli agenti. A ribadirlo Uil FP Polizia Penitenziaria
GIOACCHINO VENEZIANO UIL FP POLIZIA PENITENZIARIA
I sindacati chiedono la chiusura temporanea del reparto Mediterraneo, al fine di consentire un’approfondita verifica delle condizioni strutturali e dei sistemi di sicurezza
VENEZIANO