La polizia ha scoperto a Niscemi uno scarico di acque sul suolo in un’area classificata a elevato livello di pericolosità idrogeologica e ha denunciato, per violazione della normativa prevista dal Codice dell’ambiente, l’amministratore di un’azienda di trasformazione di prodotti agricoli che, su disposizione della Procura di Gela, è stata sequestrata. Il provvedimento è stato convalidato dal Gip.
All’interno di un fondo riconducibile all’azienda poliziotti del commissariato hanno trovato due invasi artificiali riempiti di liquido che secondo l’accusa proveniva dalla catena di lavorazione, privi di autorizzazione. L’acqua, ricostruisce la Procura, “maleodorante contenuta nei due invasi artificiali, uno di colore rosa e l’altro verde, era utilizzata dall’azienda, in parte, per annaffiare un appezzamento di terreno limitrofo, in parte, sversata a valle all’interno di un’area classificata dal Piano di assetto idrogeologico a elevato livello di pericolosità idrogeologica”. Le indagini sono state eseguite con personale di Arpa Sicilia che ha proceduto alla campionatura dell’acqua contenuta negli invasi.
La Polizia di Stato a Niscemi, a seguito di attività investigativa, ha proceduto al controllo di un’azienda di trasformazione di prodotti agricoli. All’interno di un fondo riconducibile all’azienda, i poliziotti del Commissariato di pubblica sicurezza hanno accertato la presenza di due invasi artificiali, riempiti di liquido proveniente dalla catena di lavorazione dell’azienda, privi di autorizzazione. L’acqua maleodorante contenuta nei due invasi artificiali, uno di colore rosa e l’altro verde, era utilizzata dall’azienda, in parte, per annaffiare un appezzamento di terreno limitrofo, in parte, sversata a valle all’interno di un’area classificata dal Piano di Assetto Idrogeologico ad elevato livello di pericolosità idrogeologica. L’attività investigativa è stata eseguita unitamente a personale di ARPA Sicilia che ha proceduto alla campionatura dell’acqua contenuta negli invasi. L’amministratore delegato dell’azienda è stato segnalato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Gela per violazione della normativa prevista dal Codice dell’ambiente. La Procura della Repubblica di Gela ha disposto il sequestro preventivo dell’azienda e dei terreni limitrofi. Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Gela, ritenuti fondati i gravi indizi di colpevolezza, ha convalidato il sequestro preventivo.
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Caltanissetta, 31 ottobre 2026
Il Portavoce