Al via questa mattina a Palermo, nell’aula bunker del carcere Ucciardone, la seconda ed ultima giornata della III assemblea nazionale della Cgil “Contro mafie e corruzione”. Ad aprire i lavori Franco La Torre, che ha ricordato l’impegno nella lotta alla mafia del padre Pio La Torre. Due giornate di confronto, memoria, approfondimento e impegno comune nei giorni della ricorrenza dell’assassinio di Pio La torre e Rosario Di Salvo a cui l’assemblea è dedicata. Un evento che mette a confronto politici, magistrati, docenti e associazioni antimafia di diverse regioni italiane per portare avanti un percorso unitario nella lotta alla mafia. “Siamo in presenza di una serie di provvedimenti sbagliati del governo, come l’abolizione dell’abuso d’ufficio, la riforma della Corte dei conti e tutte quelle misure prese sotto la voce del cosiddetto decreto sicurezza. C’è una maggioranza ampia nel Paese che ci chiede di applicare la costituzione per cambiare l’Italia, per sconfiggere la cultura della illegalità e le mafie e per affermare i diritti delle persone”. Così il leader della Cgil, Maurizio Landini, in videocollegamento. Landini ha poi annunciato una campagna di mobilitazione nei luoghi di lavoro e nel territori per la raccolta di firme a sostegno di due proposte di legge d’iniziativa popolare su sanità e appalti.
Tatiana Giannone, referente di Libera per i beni confiscati alla mafia, ha chiesto l’aiuto delle amministrazioni comunali, affinchè accompagnino le realtà che gestiscono tali beni anche dopo l’assegnazione, stanziando risorse economiche. L’ex presidente dell’Antimafia Rosy Bindi, in collegamento da remoto, ha parlato della “mafia silente” denunciando come “oggi siamo in una fase molto pericolosa”, perché “c’è il rischio della sottovalutazione”. Giuseppe Tango, presidente dell’associazione nazionale magistrati, ha dichiarato che “è innegabile che la mafia si nutra anche del mondo del lavoro e trovi terreno fertile in contesti di abbandono e mancanza di opportunità”. Dello stesso avviso il segretario generale Cgil Palermo Mario Ridulfo, secondo il quale “Le mafie lucrano sulle povertà, sul lavoro precario, sui disagi e sulle fragilità sociali, ma soprattutto sul sistema degli appalti e dei subappalti”. Per il presidente del Tribunale di Palermo, Piergiorgio Morosini, “Se è vero che non è stata toccata la legislazione prettamente antimafia, diversi interventi nei fatti hanno indebolito gli strumenti per contrastare le nuove forme di presenza mafiosa e di inquinamento”. Infine, il presidente dell’Antimafia regionale, Antonello Cracolici, il quale ha rimarcato che “I recenti episodi di Sferracavallo testimoniano che la mafia torna a farsi riconoscere nel territorio attraverso l’uso di armi, anche da guerra, come i kalashnikov, rivelando l’intenzione di colpire in modo forte e a comandare nelle nostre vite”.
MAFIE E CORRUZIONE - 3^ ASSEMBLEA NAZIONALE DELLA CGIL A PALERMO
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