Rafforzare la capacità amministrativa e l’efficacia degli interventi di protezione civile nei territori delle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. È questo l’obiettivo di “Cap Rischio – Strategie di protezione civile per i territori 21-27”, il progetto del Dipartimento della Protezione Civile che prosegue il lavoro già avviato nella programmazione 2014-2020 “PON Governance e Capacità Istituzionale” con le regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.
Il Piano che conta su un investimento complessivo di oltre 24 milioni di euro, finanziato nell’ambito del Programma Nazionale di Assistenza Tecnica Capacità per la Coesione 2021-2027, attraverso risorse nazionali e Fondi europei sarà presentato lunedì 13 luglio a Roma, nella cornice dell’Acquario Romano.
Un progetto strategico che, sottolinea il Capo Dipartimento, Fabio Ciciliano «punta ad investire sul capitale umano e sulle competenze tecniche di chi vive e gestisce quotidianamente i territori. Grazie a questo stanziamento e al supporto del Programma nazionale Capacità per la Coesione, mettiamo a disposizione delle amministrazioni locali dati, tecnologie e procedure standardizzate per accelerare la spesa e l’efficacia dei piani di prevenzione in territori splendidi ma fragili, rendendoli così capaci di resistere e reagire.
Sul fronte del rischio sismico, l’attenzione è rivolta all’applicazione di metodologie standardizzate per garantire la protezione e la continuità operativa degli edifici strategici come scuole, ospedali e centri operativi, in caso di emergenza. Parallelamente, per contrastare i rischi idrogeologico, idraulico e costiero, si punta a superare la frammentazione degli interventi attraverso la creazione di linee guida, procedure comuni e sistemi informativi condivisi, promuovendo una stretta sinergia tra Regioni, Comuni e Autorità di Bacino. Infine, la strategia per la lotta agli incendi boschivi unisce l’innovazione tecnologica alle pratiche sul campo: da un lato, infatti, prevede lo sviluppo di sistemi di allerta precoce e monitoraggio satellitare avanzato, dall’altro, il potenziamento di interventi di prevenzione strutturale, come la realizzazione di viali parafuoco e punti idrici, affiancati da attività continue di pianificazione e formazione.