Ricorre oggi il secondo anniversario della strage di Casteldaccia, uno dei più gravi incidenti sul lavoro avvenuti in Sicilia. Era il 6 maggio 2024 quando, nel comune in provincia di Palermo si è consumata la tragedia. Cinque operai morirono asfissiati dai gas tossici mentre effettuavano lavori di manutenzione nella rete fognaria gestita da Amap. A perdere la vita sono stati Epifanio Alsazia (contitolare della ditta), Giuseppe Miraglia, Roberto Raneri, Ignazio Giordano e Giuseppe La Barbera. Un sesto operaio riuscì a sopravvivere pur riportando gravi conseguenze. Le indagini della Procura di Termini Imerese hanno evidenziato diverse criticità legate alla sicurezza, gli operai pare non avessero nè mascherine nè rilevatori di gas. A distanza di due anni, però, il processo non è ancora iniziato. Da qui le critiche della CGIL che ieri ha denunciato ritardi nella trattazione del procedimento. A rimandare al mittente le accuse è il procuratore di Termini Imerese, Angelo Cavallo, che fa sapere come “le indagini svolte dalla procura si siano regolarmente concluse nel pieno rispetto dei termini di legge previsti dal codice di procedura penale con richiesta di rinvio a giudizio dell’8 gennaio scorso nei confronti di cinque persone fisiche e due persone giuridiche tra cui dirigenti di Amap e i responsabili della sicurezza, accusati di omicidio colposo plurimo e lesioni colpose gravissime”. “Appare superfluo precisare – aggiunge – come indagini su fatti così gravi non sempre possano concludersi in tempi ristretti, come certamente sarebbe auspicabile, poichè richiedono anche accertamenti di natura tecnico – scientifica assai lunghi, complessi e delicati da svolgersi comunque nel pieno rispetto del contraddittorio delle parti e delle garanzie di tutti gli indagati”. Cavallo conclude respingendo che eventuali ritardi siano addebitabili al suo ufficio.
CASTELDACCIA - DUE ANNI FA LA STRAGE DEI LAVORATORI
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