ITALY FOR CLIMATE - ENERGIA, SICILIA TRA REGIONI A BASSO CONSUMO

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La Sicilia si distingue nel panorama nazionale per un modello di consumo energetico contenuto e una forte vocazione all’agricoltura sostenibile, pur dovendo affrontare sfide importanti sul fronte delle infrastrutture e della transizione. Secondo quanto emerge dalla piattaforma sviluppata da Italy for Climate in collaborazione con ISPRA che analizza le performance ambientali regionali attraverso 27 indicatori chiave, la Sicilia è tra le prime regioni in Italia per i più bassi consumi finali di energia pro capite, un risultato favorito anche dalle condizioni climatiche miti che riducono il fabbisogno di riscaldamento. Nel settore agricolo, l’Isola vanta una performance d’eccellenza, posizionandosi al terzo posto per superficie coltivata a biologico (pari al 30,7%, contro una media nazionale del 20%) e registrando emissioni settoriali pro capite molto basse. La regione, inoltre, ha già azzerato l’uso del carbone. Per quanto riguarda lo sviluppo delle nuove fonti pulite la Sicilia è sotto la media nazionale per la quota di conseguimento del target rinnovabili al 2030 (ferma al 26% contro il 31% nazionale), molto positivo è invece il dato sull’installazione di nuovi impianti in rapporto alla superficie, al terzo posto su scala nazionale. Alcune criticità riguardano il settore dei trasporti, che presenta un basso utilizzo del trasporto pubblico locale e un alto tasso di motorizzazione, e la vulnerabilità del territorio, segnata da perdite della rete idrica superiori al 50% e un alto numero di eventi meteorologici estremi. Infine, per quanto riguarda l’industria le performance per questo settore sono peggiori della media nazionale; negativa è anche la performance sulla quota di consumi elettrici, particolarmente bassa. Quello che serve, dunque, è spingere sulle rinnovabili. “L’obiettivo non è fare delle classifiche, ma far emergere le peculiarità dei singoli territori, mostrarne punti di forza e punti di debolezza e aiutare così le amministrazioni ad individuare le proprie priorità di azione” dichiara Andrea Barbabella, Responsabile Scientifico di Italy for Climate.