RISCHIO SISMICO - NON SOLO MEMORIA, OCCORRE AGIRE. RAGUSA LO FA

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I recenti terremoti che hanno colpito il Venezuela e il Giappone, causando vittime e decine di migliaia di dispersi, devono essere un monito alla nostra indifferenza, pur avendo la memoria del cataclisma del 1693 che devastò le province di Siracusa e Ragusa, con 55mila morti e la distruzione di tutti i centri abitati. A dirlo, in una nota, è Francesco Venerando Mantegna, Coordinatore del Tavolo tecnico scientifico presso il Libero Consorzio Comunale di Ragusa. “L’ambiguità della normativa vigente – continua – assegna priorità alla conservazione edilizia storica più che alla sicurezza abitativa, che in una zona ad alta pericolosità simica come quella della Sicilia sudorientale dovrebbe essere l’obiettivo principale”. Il tema è stato dibattuto nel corso del Seminario di studi dell’INGV svoltosi a Ragusa l’estate scorsa e dedicato proprio al rischio sismico, durante il quale è stato ribadito che uno scenario drammatico come quello del 1693 potrebbe ripetersi, a causa del sistema sismogenetico della Scarpata di Malta e dei sistemi di faglie minori (Monterosso-Pedagaggi e Lentini-Agnone) in quest’area della Sicilia esposta al più alto rischio in ambito nazionale. “Sono trascorsi 333 anni da quella tragica data – dice Mantegna – e dedicare solo rituali e sterili commemorazioni alla memoria di quell’evento, è cosa molto grave se poi mancano le iniziative concrete per la sicurezza dei cittadini. Nella direzione del cambiamento di passo, è oggi apprezzabile soltanto l’iniziativa del Comune di Ragusa, che per primo ha avviato le procedure di realizzazione di una rete di monitoraggio sismico (OSU-Osservatorio Sismico Urbano) sotto la guida operativa dell’INGV di Catania. A Ragusa, infatti, stanno per essere installate 7 stazioni.
GIOVANNI IACONO Assessore alla Protezione Civile di Ragusa
Sempre a Ragusa c’è poi il progetto ‘Waveguard’, avviato in collaborazione con l’Università di Catania Dipartimento scienze biologiche e geologiche con l’obiettivo di migliorare la capacità di rilevare, localizzare e caratterizzare i segnali sismici registrati nel territorio.
GIOVANNI IACONO Assessore alla Protezione Civile di Ragusa
La spesa stimata per la realizzazione di Osservatori sismici urbani nei cinque Comuni ragusani in zona sismica 1 (Ragusa, Modica, Monterosso Almo, Giarratana, Chiaramonte Gulfi) è al di sotto dei 200mila euro. Una cifra, dunque, non esagerata. Ed infatti, si legge infine nella nota del LCC “Se diamo uno sguardo ai bilanci pubblici, ci rendiamo conto di una inammissibile indifferenza verso gli scenari di previsione del rischio e del loro impatto in termini di vite umane”.