CEFALU' - EVASIONE FISCALE STRUTTURE DI LUSSO, INDAGINI

di Marco Scavino
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Una presunta evasione fiscale internazionale, riconducibile a una società con sede a Cefalù che opera nel settore dei Bed & breakfast e delle strutture ricettive di lusso, è stata scoperta da militari del comando provinciale della guardia di finanza di Palermo. La Finanza contesta ricavi non dichiarati per oltre 1.300.000 di euro e ritenute alla fonte non versate per complessivi 334.000 euro.
Secondo le indagini della guardia di finanza della Tenenza di Cefalù, per realizzare la presunta evasione fiscale sarebbero state utilizzate società con sede nel Regno Unito che, pur formalmente stabilite a Londra, erano in realtà amministrate e gestite da Cefalù e riconducibili all’amministratore della società italiana sottoposta a verifica.
Gli accertamenti avrebbero permesso di ricostruire i flussi finanziari con i quali, nel corso degli anni, la quasi totalità degli incassi in Italia veniva trasferita all’estero, facendo risultare nel nostro Paese soltanto una parte dei ricavi effettivamente conseguiti.
Dalle indagini è inoltre emerso l’impiego di sette lavoratori irregolari, retribuiti con modalità non tracciabili.

GdiF PALERMO: SCOPERTA EVASIONE FISCALE INTERNAZIONALE NEL SETTORE
TURISTICO. SOTTRATTI AL FISCO OLTRE 1,3 MILIONI DI EURO.
Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Palermo ha individuato un articolato sistema di evasione
fiscale internazionale riconducibile a una società con sede a Cefalù, operante nel settore dei bed and breakfast e
delle strutture ricettive di lusso.
Le indagini, condotte dai finanzieri della Tenenza di Cefalù, hanno fatto emergere un meccanismo basato
sull’interposizione fittizia di società con sede nel Regno Unito che, pur formalmente stabilite a Londra, erano in
realtà amministrate e gestite da Cefalù e riconducibili all’amministratore della società italiana sottoposta a
verifica.
Per ricostruire l’intero sistema, le Fiamme Gialle hanno eseguito approfondite indagini finanziarie e numerosi
riscontri documentali in Italia, avvalendosi anche della collaborazione delle Autorità fiscali britanniche,
attraverso gli strumenti di cooperazione internazionale previsti dalle convenzioni contro le doppie imposizioni.
I suddetti accertamenti hanno permesso di ricostruire i flussi finanziari con i quali, nel corso degli anni, la quasi
totalità degli incassi derivanti dalla locazione di immobili di lusso e bed and breakfast situati in Italia veniva
trasferita all’estero, facendo risultare nel nostro Paese soltanto una parte dei ricavi effettivamente conseguiti.
All’esito della verifica sono stati constatati ricavi non dichiarati per oltre 1.300.000 euro e ritenute alla fonte non
versate per complessivi 334.000 euro. È stato, inoltre, accertato l’impiego di sette lavoratori irregolari, retribuiti
con modalità non tracciabili.
L’attività svolta conferma il costante impegno della Guardia di Finanza nel presidio della legalità economicofinanziaria e nella tutela delle entrate erariali, affinché il comparto turistico, strategico per il territorio, possa
svilupparsi nel rispetto delle regole e in un contesto di leale concorrenza.

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