“Sulla frana di Niscemi si può investire in conoscenza che certamente è un passaggio obbligato. La zona era già nota, era già stata investigata, era stata attenzionata da uno studio precedente a seguito dell’ultimo evidentissimo movimento franoso del ’97, a valle del quale una commissione, appositamente nominata dalla Protezione civile, licenziò un rapporto piuttosto completo”. Lo afferma Roberto Troncarelli, presidente del Consiglio nazionale dei Geologi, a margine del convegno ‘Ciclone Harry e frana di Niscemi’ in corso di svolgimento al Palazzo dei Congressi di Taormina. “Si può fare quello che già quel documento a cui hanno fatto seguito i documenti della commissione ministeriale voluta dal ministro Musumeci, di cui ho fatto parte – aggiunge Troncarelli – riprendevano le conclusioni, ovvero monitorare, cercare ovviamente di capire le cause, limitarne gli effetti con interventi sul territorio che erano già noti. Quindi quello che manca probabilmente è la volontà politica di dare attuazione a programmi di prevenzione” ha concluso Troncarelli. La frana trascinò a valle case e mezzi e decine di immobili rimasero sospesi nel vuoto. Gli sfollati furono circa 1500.La Sono tredici le persone indagate dalla Procura di Gela (Caltanissetta) nell’ambito della inchiesta sulla frana di Niscemi (Caltanissetta) per disastro colposo. Tra gli indagati anche i presidenti della Regione siciliana in carica dal 2010 al 2026: Raffaele Lombardo, Rosario Crocetta, Nello Musumeci e Renato Schifani. con loro indagati anche i i capi della Protezione civile regionale dal 2010 al 2026, tra cui Calogero Foti e Salvatore Cocina, i direttori generali della Regione preposti all’ufficio contro il dissesto idrogeologico e il responsabile dell’Ati che avrebbe dovuto eseguire le opere di mitigazione appaltate a inizio 2000.
NISCEMI - FRANA, “MANCA VOLONTA’ POLITICA?”
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