L’attività del vulcano Etna paralizza ancora una volta il traffico aereo siciliano, costringendo lo scalo di Fontanarossa a bloccare tutti gli arrivi. Una gestione in equilibrio precario che cambia di ora in ora. Alcuni voli sono stati garantiti, ma il settore dello spazio aereo C1 resta interdetto. Inevitabile l’effetto domino di disagi, tra voli cancellati e dirottamenti improvvisi su Palermo, Trapani e Comiso. Trattandosi di un evento naturale, quindi di una circostanza eccezionale, le compagnie non sono tenute a pagare la compensazione pecuniaria. Il Regolamento stabilisce che, quando la compagnia non riesce a garantire un’assistenza adeguata, il viaggiatore può ottenere il rimborso delle spese sostenute per raggiungere comunque la destinazione finale. Da ItaliaRimborso, Felice D’Angelo evidenzia che è un diritto spesso ignorato, ma decisivo in situazioni come questa. Chi riceve una riprotezione fissata nei giorni successivi può scegliere di non accettarla e organizzarsi autonomamente per raggiungere la meta prefissata. «I passeggeri hanno diritto al rimborso di tutti i costi sostenuti per via dell’eruzione», . «È fondamentale però conservare ogni singola ricevuta e scontrino, e ricordare che le spese alternative per raggiungere la meta devono essere ragionevoli». Anche per i voli dirottati, il trasferimento verso Catania è a carico del vettore. In mancanza di navette, chi fa da sé potrà chiedere il conto alla compagnia. A patto di conservare le prove del viaggio.
COMUNICATO STAMPA
L’Etna blocca l’aeroporto di Catania, caos voli e diritti dei passeggeri tra dirottamenti e rimborsi
L’eruzione dell’Etna ha di nuovo paralizzato il traffico aereo siciliano, costringendo l’aeroporto di Catania a sospendere gli arrivi e a mantenere operative solo le partenze. Una gestione in equilibrio precario, che cambia di ora in ora e che si traduce in una lunga catena di disservizi per i viaggiatori. Voli cancellati, riprogrammati, dirottati su altri scali, comunicazioni che arrivano a ridosso della partenza, itinerari che diventano percorsi a ostacoli.
La chiusura è stata annunciata direttamente dall’aeroporto, dopo l’intensificarsi dell’attività vulcanica nelle prime ore del mattino. In particolare è stato interdetto il settore C1, con conseguenze immediate sull’operatività.
Le compagnie stanno avvisando i passeggeri con messaggi e notifiche. Alcuni voli vengono cancellati, altri dirottati su Palermo, Trapani o Comiso nel tentativo di salvare almeno una parte del programma. È un contesto in cui il vettore non ha responsabilità diretta. Un’eruzione vulcanica rientra infatti tra le circostanze eccezionali previste dal Regolamento Europeo 261/2004, e quindi non scatta la compensazione pecuniaria. Ma la tutela del passeggero non finisce qui.
La condizione essenziale è quella di conservare la prenotazione originale e ogni ricevuta, scontrino o fattura che documenti le spese affrontate. Senza quella traccia, il rimborso diventa impossibile.
Lo stesso vale per i voli operati ma dirottati su altri scali. Anche in questo caso la compagnia ha l’obbligo di assistere il passeggero nel completare il viaggio da e per Catania. Se ciò non avviene, il viaggiatore può provvedere da sé e chiedere il rimborso successivo, sempre nel limite della ragionevolezza, senza soluzioni eccessive e niente costi sproporzionati rispetto alla situazione.
«I passeggeri che subiranno disservizi a causa dell’eruzione dell’Etna – spiega Felice D’Angelo, ceo di ItaliaRimborso – possono fare riferimento al Regolamento 261/2004. Se non vengono riprotetti, hanno diritto al rimborso di tutti i costi sostenuti che coinvolgono l’aeroporto di Catania per via dell’eruzione Etna. È fondamentale conservare ogni ricevuta e ricordare che le spese devono essere ragionevoli».