Filctem CGIL, Femca CISL, Uiltec UIL, UGL Chimici e CISAL sono unite e parlano con una sola voce: la decisione di Pfizer di licenziare 330 lavoratori, ai quali si aggiungono altri 40 lavoratori somministrati tramite Randstad, molti dei quali impiegati nello stabilimento da circa dieci anni, è inaccettabile e sarà contrastata con ogni iniziativa sindacale. “Quarant’anni di sacrifici, professionalità e competenze cancellati con una firma. Per Pfizer – dicono – i numeri sono esuberi. Per noi sono persone, famiglie e futuro”. Le organizzazioni sindacali si sono riunite questa mattina nella sede della UGL di Catania e hanno deciso che la mobilitazione partirà immediatamente: il 9 luglio è convocata un’assemblea dei lavoratori nello stabilimento; il 17 luglio si protesterà davanti ai cancelli della Pfizer; il 22 luglio, in occasione del tavolo ministeriale, sarà proclamato lo sciopero con manifestazioni a Catania e a Roma, dove una delegazione di lavoratori raggiungerà il Ministero. “Chiediamo – aggiungono – le dimissioni del direttore dello stabilimento, Giuseppe Campobasso. La gestione degli ultimi anni ha prodotto soltanto un progressivo ridimensionamento del sito, fino agli annunciati licenziamenti. Chi ha contribuito a questo fallimento industriale deve assumersene la responsabilità. Altrettanto gravi sono i silenzi della politica. Prendiamo atto della richiesta del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, di un intervento del ministro Adolfo Urso, ma adesso servono fatti. Incomprensibile, poi, è il silenzio del sindaco di Catania, Enrico Trantino: davanti a una delle più gravi crisi industriali degli ultimi anni non è arrivata una parola a difesa dei lavoratori e del futuro della città”.
CATANIA - PFIZER, SINDACATI UNITI PER LA MOBILITAZIONE
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