Lo avevano annunciato e questa mattina sono arrivati a Palermo per protestare davanti alla prefettura i sindacati della polizia penitenziaria OSAPP, UIL FP, USPP e FNS CISL SICILIA che hanno denunciato ancora una volta l’annosa carenza di organico, origine di tutti i mali di cui soffre la categoria. Per i sindacati l’esiguo numero previsto di unità negli anni 2026/2027 comporterà ricadute nel sistema sicurezza delle carceri sia adulti che minorili. E tutto questo mentre gli agenti affrontano aggressioni e situazioni di pericolo e accumulano ore di straordinario. Dopo la protesta, i rappresentanti sindacali Dario Quattrocchi, Gioacchino Veneziano, Francesco D’Antoni e Salvatore Turco sono stati ricevuti dal vicario del Prefetto di Palermo Massimo Mariani al quale hanno esposto, in primis, il grave problema dei detenuti malati psichiatrici. In Sicilia sono almeno un migliaio e sono quelli che causano più spesso caos e disordini. E poichè, a differenza del problema di organico che va risolto a livello nazionale, questo va affrontato in ambito regionale, la Prefettura si è impegnata a convocare l’assessorato regionale alla salute, il provveditore Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria e il sindacato già per la prossima settimana. Quello che la polizia penitenziaria chiede è di aumentare il numero dei posti letto in strutture specializzate e REMS, le Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza, per far si che questa tipologia di detenuti possa scontare la propria pena fuori dal carcere e, contestualmente, essere curata.
PALERMO - POLIZIA PENITENZIARIA, INCONTRO IN PREFETTURA
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