Alla fine, il caro carburanti ha esasperato talmente tanto gli animi da portare i lavoratori siciliani alla protesta. Da questa mattina, un gruppo di agricoltori, aderente all’associazione Agrisat, ha bloccato il traffico lungo la strada statale Palermo-Agrigento. Il presidente Franco Calderone, presente a Bolognetta, denuncia che “per arare e coltivare ci vogliono 300 euro di gasolio ogni mattina. Ieri sono stato a Enna – aggiunge – il granaio della Sicilia, e il 90% dei terreni sono incolti perché è impossibile coltivare terreni col gasolio a questi prezzi”. A Gela, invece, autotrasportatori e agricoltori di Gela, Niscemi e Butera hanno avviato una manifestazione di tre giorni a Ponte Olivo, sulla strada statale 117 bis Gela-Catania, fermando i trattori per protestare contro “l’aumento spropositato del carburante e dei costi di produzione”.
BIAGIO CACI Autotrasportatore
FABRIZIO BLANCO Agricoltore
Al fianco dei manifestanti il sindaco di Gela, Terenziano Di Stefano, che chiede alla Regione Siciliana di istituire un “Bonus Carburante” finanziato con una quota delle royalties che la Regione riceve dalle attività estrattive.
TERENZIANO DI STEFANO Sindaco di Gela
Torna a farsi sentire anche il coordinatore del Comitato autotrasportatori siciliani, Salvatore Bella. “Non avendo avuto riscontri dal governo nazionale – dice – abbiamo proclamato il fermo dei trasporti nei porti della Sicilia a partire dal 16 ottobre per cinque giorni, fino alla mezzanotte del 20 ottobre”. Sul fronte sindacale, la Cgil Sicilia lancia iniziative di mobilitazione a Palermo, Trapani e Ragusa in vista di quella nazionale del 17 ottobre a Roma. La Cgil chiede al governo centrale l’introduzione di una accisa mobile sui carburanti, e alla Regione un Fondo contro il caro carburanti, destinato ai lavoratori pendolari e alle famiglie a basso reddito, utilizzando una parte delle risorse derivanti dalle attività energetiche presenti nell’Isola.
CARO CARBURANTI - SCATTANO LE PROTESTE, DA PALERMO A GELA
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