Al centro del dibattito ci sono nodi storici: il recupero delle ore non effettuate, i pagamenti degli operatori, la gestione delle graduatorie e, soprattutto, il numero reale di studenti con disabilità che rischiano di iniziare l’anno senza supporto. A denunciare una situazione di profonda incertezza è l’associazione “I Diritti dei Più Fragili APS”, che chiede al Comune risposte immediate e, soprattutto, massima trasparenza. In città circolano cifre allarmanti: si parla di almeno 266 alunni che potrebbero rimanere senza il servizio ASACOM. Sotto accusa è la gestione dei tempi. Il Comune ha infatti fissato le convocazioni degli operatori specialistici dal 4 al 14 settembre. La conseguenza è che le nomine avverranno a ridosso o addirittura in contemporanea con l’inizio delle lezioni. Troppo tardi per una programmazione efficiente, dicono le famiglie, stanche di vedere i propri figli trattati come l’ultimo tassello di un puzzle burocratico. Oggetto del malcontento in particolare è la qualità e la continuità del servizio. Non basta coprire un posto per dire che il servizio esiste. Molti alunni hanno bisogno di specialisti. L’appello è chiaro: servono competenze mirate, non semplici “tappabuchi”. L’associazione ha così rivolto cinque domande precise all’Amministrazione comunale: quanti sono gli aventi diritto, quanti gli operatori reali, come verranno formati e, soprattutto, se l’assistenza partirà in tempo. «La scuola deve essere una seconda casa, un luogo sicuro e inclusivo per tutti», concludono le famiglie.
GIUSEPPE ADELFIO Presidente associazione “I Diritti dei Più Fragili APS”
Manca poco all’inizio del nuovo anno scolastico 2026/2027 e a Palermo l’Associazione “I Diritti dei Più Fragili APS” richiama l’attenzione sulla situazione del servizio ASACOM in particolare sul recupero delle ore non effettuate quando il bambino è assente, pagamenti degli operatori, graduatorie, convocazioni, rinunce e soprattutto al numero di bambini che riusciranno ad avere effettivamente il servizio. “Non dobbiamo dimenticare per chi esiste questo servizio: per i bambini e i ragazzi con disabilità che necessitano di assistenza durante la loro giornata scolastica. In questi giorni sono circolati anche diversi numeri. Non vogliamo quindi affermare che nell’anno scolastico 2026/2027 saranno sicuramente 266 gli alunni senza ASACOM. Chiediamo invece che siano forniti dati ufficiali e aggiornati, così che le famiglie possano conoscere la situazione reale. Il Comune di Palermo ha previsto le convocazioni degli assistenti specializzati inseriti nelle graduatorie vigenti per la scelta delle sedi dal 4 al 14 settembre 2026 e, una volta concluse queste procedure, sarà importante conoscere quanti operatori saranno effettivamente disponibili e quale sarà la copertura reale degli alunni aventi diritto. Le scuole stanno per iniziare, mancano ormai poche settimane, e proprio per questo ci chiediamo perché si debba arrivare così vicini all’inizio delle lezioni per capire se tutti i servizi potranno essere garantiti. Secondo noi bisogna programmare prima, verificare prima quanti operatori servono, conoscere per tempo quanti sono disponibili e cercare le possibili soluzioni alle eventuali carenze prima che i bambini entrino in classe. Sappiamo che un operatore può decidere di non accettare un incarico o può rinunciarvi e sappiamo che anche gli operatori possono avere problematiche lavorative ed economiche che meritano attenzione e rispetto. Ma parliamo anche da genitori: quando hai un figlio con disabilità che deve iniziare la scuola, conoscere il motivo per cui manca un operatore può interessare fino a un certo punto. Quello che interessa principalmente a una famiglia è sapere se il proprio figlio entrerà a scuola e troverà il servizio che gli è stato riconosciuto. Le difficoltà organizzative non dovrebbero quindi tradursi, per quanto possibile, in un ritardo nell’assistenza destinata al bambino. Alla fine, quando un servizio necessario non parte tempestivamente, le conseguenze rischiano di ricadere proprio sui bambini e sulle loro famiglie, ed è questo che vorremmo evitare. C’è poi un’altra questione alla quale teniamo particolarmente: la preparazione degli operatori ASACOM. Dalle esperienze e dalle segnalazioni raccolte da alcune famiglie emerge la necessità di prestare sempre maggiore attenzione alla formazione specifica rispetto ai bisogni dei singoli alunni. Pensiamo, ad esempio, ai bambini non verbali che utilizzano la Comunicazione Aumentativa Alternativa, tablet o comunicatori per esprimere bisogni, fare delle scelte e comunicare. Se un bambino utilizza questi strumenti, riteniamo importante che la persona chiamata ad affiancarlo abbia le competenze necessarie oppure venga adeguatamente formata per acquisirle. Non lo diciamo per giudicare gli operatori, ma perché crediamo che una maggiore formazione significhi anche dare più valore al loro lavoro. Non dovrebbe essere sufficiente assegnare una persona soltanto per poter dire che un posto è stato coperto: bisogna puntare anche sulla preparazione, sulla formazione, sulla continuità e, per quanto possibile, su competenze adeguate alle necessità del singolo bambino.
Vogliamo delle risposte chiare: quanti saranno gli alunni aventi diritto al servizio ASACOM nell’anno scolastico 2026/2027, quanti operatori saranno realmente disponibili dopo le convocazioni, quale sarà la situazione del recupero delle ore, quali iniziative saranno previste per garantire una formazione adeguata degli operatori rispetto ai differenti bisogni degli alunni e soprattutto se i bambini che ne hanno diritto potranno avere il servizio fin dall’avvio delle attività scolastiche. La scuola dovrebbe essere una seconda casa per i bambini più fragili e un luogo sicuro, accogliente e inclusivo per tutti. Non possiamo iniziare a pensare ai problemi quando ormai suona la prima campanella.