RENDICONTO 2023 - SICILIA RIDUCE PASSIVO MA ANCI BATTE CASSA

di Viviana Sammito
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Svolta finanziaria per la Regione Siciliana: le Sezioni riunite della Corte dei conti danno il via libera al Rendiconto 2023. I magistrati contabili hanno pronunciato il giudizio di parificazione, seppur con riserva, sul documento economico. I numeri certificano un drastico cambio di rotta: il disavanzo di amministrazione scende a circa 900 milioni di euro. Si tratta di un recupero record, con un abbattimento del passivo di oltre 3,13 miliardi rispetto all’anno precedente. Il governatore Renato Schifani esulta: «Un tassello fondamentale del percorso di risanamento per dare un futuro ai giovani». La Procura contabile ha elogiato i progressi su investimenti, fondi UE, Pnrr e l’avvio dell’iter per i due termovalorizzatori. L’assessore all’Economia, Alessandro Dagnino, guarda già al Rendiconto 2024, fiducioso di liberare risorse per lo sviluppo. La progressiva normalizzazione dei bilanci regionali non basta però a placare le forti tensioni sul fronte degli enti locali. A Palermo si è infatti riunito d’urgenza il Consiglio regionale dell’Anci Sicilia per fare pressione sulla giunta. Davanti all’assessore alle Autonomie locali, Elisa Ingala, i sindaci dell’isola hanno lanciato un chiaro grido d’allarme. Al centro delle rivendicazioni ci sono la richiesta di maggiori trasferimenti e una radicale semplificazione burocratica. Il presidente di Anci Sicilia, Paolo Amenta, ha ricordato l’intesa politica siglata con il governo per l’aumento dei fondi. «A dicembre abbiamo alzato il tetto a 365 milioni, ma per il 2026 mancano ancora venti milioni per chiudere la partita». Le richieste dei sindaci puntano a superare gli 800 milioni di euro complessivi sfruttando le prossime variazioni di bilancio. Resta aperta anche la partita con Roma: Anci chiede sostegno per sbloccare 200 milioni dal Fondo di solidarietà nazionale. Un altro nodo critico riguarda le risorse per il personale comunale, giudicate insufficienti per i rinnovi contrattuali. Dal segretario generale dell’Anci, Mario Emanuele Alvano, è arrivato infine un forte sollecito istituzionale rivolto all’Ars. Sotto i riflettori c’è il disegno di legge per l’istituzione del Cal, il Consiglio delle Autonomie locali, depositato in primavera. La Sicilia è attualmente l’unica regione d’Italia a non essersi ancora dotata di questo cruciale organismo di coordinamento. I sindaci auspicano ora una convergenza unanime all’Ars per sbloccare un’infrastruttura istituzionale ormai indispensabile.

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