In Sicilia resta alta l’attenzione del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sul fronte idrico, con programmi di finanziamento per circa 740 milioni di euro. Così il ministro Matteo Salvini rivendica il lavoro del Mit per la sicurezza idrica. Le risorse serviranno per le grandi dighe, il completamento delle opere incompiute, il potenziamento della rete primaria e la riduzione delle perdite nelle reti potabili. Un pacchetto di interventi che punta a rafforzare la tenuta del sistema idrico siciliano, superando ritardi storici e criticità strutturali. L’obiettivo nazionale, sottolinea il ministro, è superare la logica dell’emergenza e accompagnare i territori verso una gestione più strutturale ed efficiente della risorsa idrica. Salvini entra poi nel dettaglio dei cinque interventi previsti per la Regione Sicilia. A Palermo la riqualificazione e il potenziamento dei potabilizzatori e del grande acquedotto di Montescuro, per aumentare la disponibilità di risorsa idrica per la Sicilia orientale e per la città di Palermo. Sulla diga Trinità Salvini ha sottolineato il lavoro svolto dal Mit per ripristinare le condizioni minime di sicurezza e funzionalità dell’invaso. Anche il dissalatore di Porto Empedocle rientra tra gli impianti sui quali il Governo sta accelerando per aumentare la portata complessiva del sistema di oltre 500 litri al secondo. Anche Trapani, sottolinea la nota del Mit, è al centro del piano del Governo, così come il dissalatore di Gela, entrato in esercizio provvisorio prima dell’autunno nell’ottica di una strategia più ampia che comprende anche i dissalatori di Porto Empedocle e Trapani. Fin qui le parole. I fatti, però, raccontano un’altra storia. Proprio a Gela, ad esempio, l’acqua delle dighe del comprensorio non finisce nei campi della Piana, tra le più estese della Sicilia, ma continua a essere sversata in mare. Gli agricoltori del territorio lo denunciano da anni. Ora la diga Disueri sta rilasciando l’acqua invasata con le piogge degli ultimi mesi perchè, per problemi strutturali, non riesce a garantire neanche la tenuta minima. Stesso problema per la diga Cimia, dove gli addetti hanno ricevuto indicazioni per sversare l’acqua, vista la soglia massima quasi raggiunta.
CRISI IDRICA - TRA DISAGI E ANNUNCI DI INVESTIMENTI DAL MIT
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