La Polizia di Stato e la Guardia di Finanza di Pachino hanno smantellato un’organizzazione che, attraverso un’azienda agricola fittizia in contrada Cammaraforte, ha sottratto circa 140.000 euro all’INPS. Il meccanismo fraudolento, coordinato dalla Procura di Siracusa, si basava su false assunzioni retroattive e successivi licenziamenti per far maturare indebitamente l’indennità di disoccupazione a 35 persone. Le indagini hanno svelato un sistema complesso:
L’azienda era intestata a una casalinga ma gestita dal marito e dal cognato. Un commercialista locale curava le pratiche illecite e “addestrava” i falsi lavoratori ai colloqui con l’INPS. Una figura di raccordo gestiva i contatti e riscuoteva una quota delle indennità come “pagamento” per il servizio.
Mentre nei registri figuravano solo italiani, sui campi lavoravano stranieri irregolari. Agli indagati sono contestati, a vario titolo, i reati di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, falsità ideologica e illeciti tributari. Il sistema ha prodotto un danno stimato all’Istituto previdenziale di circa 140.000 euro. È emerso, inoltre, che parte delle somme percepite dagli indebiti beneficiari era consegnata a un intermediario nella gestione dell’intera operazione.
PACHINO - AZIENDE FANTASMA E TRUFFA INPS, 35 INDAGATI
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