RIPOSTO - MORTE NOEMI, LA VERITA’ E’ NELL’AUTOPSIA

di Marco Scavino

Sarà l’autopsia svolta nell’istituto di Medicina legale del Policlinico di Catania a sciogliere i dubbi sulla morte di Noemi Ipellizzeri la donna di 34 anni trovata impiccata lo scorso 23 agosto a Riposto (Catania) nella sua abitazione dove è stato domato dai vigili del fuoco un principio d’incendio.
Il medico legale Giuseppe Ragazzi ha eseguito l’autopsia presso il Policlinico di Catania per determinare l’ora del decesso e la causa della morte, distinguendo tra impiccagione e asfissia da fumi. L’esame ha incluso prelievi tossicologici e istologici, con i primi riscontri attesi a breve e la relazione finale entro 60-90 giorni.

La prima ipotesi era che la donna si fosse suicidata ma i carabinieri hanno continuato a indagare sviluppando tutte le piste investigative. “Mentre gli inquirenti cercano risposte tecniche, nella comunità di Riposto regnano incredulità e dolore. Chi conosceva la vittima non crede assolutamente alla pista del suicidio.”La famiglia e gli amici: I parenti escludono fermamente che Noemi avesse motivi per togliersi la vita. Nelle scorse ore i militari hanno ascoltato a lungo l’uomo che frequentava la donna. Secondo quanto trapelato, l’uomo avrebbe riferito che Noemi aveva manifestato in passato un vago malessere interpretato come un preavviso del gesto, parole a cui però lui non aveva dato inizialmente peso. Una versione che rimane al vaglio rigoroso degli inquirenti.

Potrebbe interessarti anche: