In Sicilia, gli autotrasportatori dell’AITRAS hanno sospeso il fermo nei porti in attesa dell’incontro al Mit fissato per il 22 aprile ma lo stato di agitazione resta, e cresce il malcontento dell’intera categoria. Il settore è in affanno da anni, ma a causa della crisi internazionale la situazione potrebbe ulteriormente peggiorare. Secondo le stime dell’Ufficio studi della CGIA, infatti, un’impresa su cinque rischia di chiudere entro la fine dell’anno, schiacciata da una crisi di liquidità soffocante. Se il prezzo del diesel dovesse rimanere costantemente sopra i 2 euro al litro sino alla fine del 2026, a fronte di di 67.350 imprese dell’autotrasporto presenti in Italia, oltre 13.000 di queste potrebbero essere costrette ad arrendersi, lasciando i propri automezzi fermi nei piazzali. Un intero sistema rischia di implodere, con ripercussioni a catena sull’economia reale e sulla tenuta di migliaia di famiglie. Il motivo principale è il caro gasolio, con quella che la CGIA definisce “la beffa del taglio delle accise”, ma non solo
PAOLO ZABEO Coordinatore ufficio studi CGIA di Mestre
CRISI DELL'AUTOTRASPORTO - MIGLIAIA DI IMPRESE RISCHIANO DI CHIUDERE
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