PALERMO - LA FARMACIA COME PRESIDIO DELLA SICUREZZA

di Viviana Sammito
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Trasformare la farmacia in un porto sicuro per chi vive l’incubo della violenza domestica: è l’obiettivo del Progetto Mimosa, protagonista di un corso formativo a Palermo. L’iniziativa ha dato voce a “Elsa”, una donna che proprio grazie all’aiuto di una farmacista è sfuggita ai soprusi, trovando oggi protezione e un nuovo impiego nel settore. L’evento, promosso da Federfarma Palermo e Farmaciste Insieme, ha riunito esperti, psicologi e forze dell’ordine per affinare le competenze dei farmacisti nella gestione di casi critici.

Le farmacie, spesso unico luogo dove le vittime possono recarsi sole, si confermano sentinelle sul territorio. Durante il corso sono stati definiti segnali convenzionali per permettere alle donne di chiedere aiuto in modo discreto e immediato, superando la barriera della paura. Oltre al supporto umano, sono state promosse app come Bright Sky per denunce anonime. Il presidente Roberto Tobia ha sottolineato l’importanza del farmacista come “confessore” e primo anello di una rete di salvataggio che coinvolge magistratura, Asp e centri antiviolenza, uniti per restituire dignità e libertà a chi è “prigioniero dell’orco”.

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