PALERMO - IL VASCELLO RUSSO DIVENTA UN CASO POLITICO

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E’ in navigazione al largo di Pantelleria e al momento non avrebbe chiesto di entrare in alcun porto italiano, ma rischia di diventare un caso politico quella della nave russa TS Shtandart dopo le dichiarazioni del segretario di +Europa Riccardo Magi che ha chiesto: “Il governo blocchi con urgenza lo scalo a Palermo previsto in queste ore del vascello russo, una replica storica della fregata dello Zar Pietro il Grande, la cui navigazione nelle acque europee rappresenta una palese elusione del regime sanzionatorio stabilito dall’Unione Europea a seguito dell’aggressione russa contro l’Ucraina. Qualora l’attracco fosse confermato, è bene ricordare che il TS Shtandart non è solo una nave scuola – continua Magi – ma un simbolo del potere marittimo imperiale russo. Permettere il suo attracco non costituirebbe solo una violazione delle norme, ma un inaccettabile segnale di debolezza politica e una mancanza di rispetto verso le vittime del conflitto in corso”. Il ministro Matteo Salvini, intervenuto sull’argomento, si è limitato a dire che “Ci sono delle leggi, la guardia costiera rispetta le leggi. Non c’è niente da inventare”. Il Comando generale delle Capitanerie di porto, invece, rende noto che “qualora l’approdo fosse richiesto, conformemente al vigente Regolamento europeo, risulterebbe vietato”. Lo scalo a Palermo sarebbe previsto da oggi e fino al 16 maggio. Il vascello batte attualmente bandiera delle Isole Cook, ma fino al giugno 2024 batteva bandiera russa e visti i presunti legami con Mosca, nel 2025 diversi Stati dell’Unione europea, tra cui Spagna e Francia, gli hanno proibito di entrare nei propri porti. Del resto, il codice internazionale della navigazione consente all’imbarcazione, come a tutte le altre navi mercantili, di attraversare le acque territoriali di un paese solo se inoffensive. Nel caso in cui la Ts Shtandart dovesse chiedere di entrare in un porto italiano, tale richiesta potrebbe essere accettata solo per questioni legate alla sicurezza della navigazione. “Abbiamo acceso i riflettori su una vicenda che mette a rischio la credibilità internazionale del nostro Paese” dicono i dirigenti palermitani di +Europa che chiedono rispetto per il popolo ucraino e annunciano lo stato di mobilitazione: “Saremo pronti a manifestare fisicamente al porto di Palermo – dicono – qualora l’attracco fosse confermato”.

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