PALERMO - AGGUATO: TRE FERMI. MOVENTE E’ DEBITO DROGA

di Viviana Sammito
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Svolta nelle indagini sulla sparatoria avvenuta lo scorso 28 aprile in via Montalbo, a Palermo. La Procura, sotto il coordinamento di Maurizio de Lucia, ha disposto il fermo di tre giovani (due ventunenni e un ventinovenne) con le accuse di tentato omicidio e porto abusivo di arma da fuoco. L’operazione è stata condotta dalla Squadra Mobile, che ha rintracciato i primi due indagati il primo maggio e il terzo nella giornata di ieri: Giovanni e Salvatore Gioè e Rosario Sposito. Secondo la ricostruzione della polizia, che ha visionato le immagini delle videocamere di sorveglianza della zona, Sposito e Giovanni Gioè sono arrivati in via Montalbo, luogo dell’aggressione, in moto, e hanno individuato in strada la vittima che ha tentato di fuggire. I due l’hanno inseguito sparando e colpendolo alla coscia. L’uomo ferito era insieme a un amico. i due sicari hanno aperto il fuoco in mezzo alla strada. Fondamentali per l’identificazione dei responsabili sono state le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona, che hanno immortalato le fasi concitate del raid e il coinvolgimento del terzo uomo. L’episodio ha rischiato di trasformarsi in tragedia anche per una passante di 67 anni, rimasta ferita accidentalmente da un proiettile vagante che le si è conficcato nel femore e ricoverata all’ospedale Villa Sofia. La vittima dell’agguato è fuori pericolo. La polizia continua a scavare nel contesto criminale del quartiere dove vive: Montepellegrino, in una zona storica e popolare comunemente nota come Acquasanta o area dei Cantieri Navali. Il movente del delitto è infatti riconducibile a contrasti legati allo spaccio di droga, nello specifico un debito non saldato dalla vittima nei confronti degli aggressori, secondo la ricostruzione degli inquirenti.

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