ETNA - ANCORA ATTIVITÀ ESPLOSIVA. STOP VOLI IN ARRIVO

di Sarah Donzuso
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Voli in arrivo sospesi fino alle 17 di oggi pomeriggio
È quanto ha comunicato questa mattina la SAC, società che gestisce l’aeroporto di Catania: una scelta che si rende necessaria a causa della prosecuzione dell’attività esplosiva al cratere Voragine dell’Etna con ricaduta di bombe nella zona sommitale e un’abbondante emissione di cenere che si disperde in direzione SSW. Questo ha comportato la chiusura di uno spazio aereo, il settore C1. Resta rosso anche l’avviso per l’aviazione, il VONA.

Come reso noto dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, l’analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza evidenzia che le bocche a quota 2750 m e 2360 m sono attive e alimentano varie colate che formano complessi campi lavici. I fronti attivi più avanzati si attestano ad una quota di circa 1500 m, alla base della parete nord della valle del Bove.

E dunque lo scalo aeroportuale di Catania deve ancora una volta, e per il quarto giorno consecutivo, fare i conti con l’eruzione dell’Etna che non si placa. E forse deve fare i conti anche con una cattiva gestione dell’emergenza, così come fanno notare in tanti. Innanzitutto i passeggeri

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In campo anche la politica: secondo il parlamentare del M5S Filippo Scerra “il fatto che, più volte l’anno, si ripropongano gli stessi disagi dimostra che manca un vero piano B” ha detto il deputato che poi aggiunge: “Le scene che arrivano da Catania parlano di tutto tranne che di organizzazione. Passeggeri bloccati, voli cancellati o riprogrammati, caos e pesanti ripercussioni sull’intero comparto turistico. È un danno economico, ma anche un nuovo danno d’immagine per la Sicilia. – spiega – E tutto questo mentre prosegue il discusso percorso di privatizzazione della SAC. Prima ancora di parlare di assetti proprietari e governance, bisognerebbe garantire una cosa elementare: la capacità del sistema di reggere quando Fontanarossa non può operare normalmente”. Per Scerra “la soluzione passa necessariamente anche da Comiso, aeroporto che non può continuare a essere considerato una struttura accessoria o una riserva da utilizzare soltanto quando Catania va in crisi. Se vogliamo davvero costruire un piano B, dobbiamo innanzitutto potenziare in via ordinaria il Pio La Torre, aumentandone traffico, rotte, collegamenti, servizi e capacità operativa”.

Per il capogruppo del Pd in consiglio comunale a Catania Maurizio Caserta serve un cambiamento:
“Speriamo – ha detto – che questa gestione della Sac cambi presto e che arrivi prima possibile questa benedetta privatizzazione dell’aeroporto, altra cosa da attenzionare, ma intanto occorre che il cambiamento ci sia perché, ribadisco, questa gestione si è rivelata inadeguata, incompetente e inefficiente”.

Prosegue l’attività esplosiva al cratere Voragine dell’Etna accompagnata da emissione di cenere la cui dispersione nell’aria ha causato la chiusura di uno spazio che ha portato la Sac a sospendere le attività di volo in arrivo all’aeroporto di Catania fino alle 17.
Sull’Etna l’attuale fase eruttiva continua con le bocche a quota 2.750 metri e 2.360 metri sono attive e alimentano varie colate che formano complessi campi lavici. Dal punto di vista sismico il tremore si mantiene nella fascia dei valori alti.
L’avviso per l’aviazione, il Vona (Volcano observatory notice for aviation), emesso dall’Ingv, Osservatorio etneo, di Catania resta al massimo livello di allerta: rosso. (ANSA).

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