ETNA - CAOS AEROPORTI, CNA: “RISTORI PER LE IMPRESE”

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Il caos generato dalla chiusura e dalle limitazioni operative degli aeroporti di Catania e Comiso sta producendo un danno economico enorme al comparto turistico e commerciale ibleo. Da alcuni giorni la Cna territoriale di Ragusa è sommersa da telefonate, messaggi e segnalazioni: a contattare l’associazione sono soprattutto gestori di strutture alberghiere ed extralberghiere, ristoratori e operatori dell’indotto che denunciano prenotazioni saltate, vacanze riposizionate su Palermo, turisti costretti a spostarsi per centinaia di chilometri, notti insonni per riorganizzare arrivi e partenze, costi imprevisti per i trasferimenti. «Stiamo ricevendo centinaia di segnalazioni – spiega il presidente territoriale di Cna Ragusa, Giampaolo Roccuzzo – e non si può pensare che un territorio intero debba resistere da solo davanti a un disastro di questa portata. È agosto, il mese economicamente più importante dell’anno: ogni giorno perso significa un colpo durissimo per le imprese e per i lavoratori». Per il segretario territoriale Carmelo Caccamo questa situazione non è frutto del caso, ma la conseguenza di un problema strutturale che la Cna denuncia da anni. «Non ci si può accorgere di Comiso solo quando Catania va in tilt. È da tempo che diciamo che lo scalo è stato marginalizzato, trattato come una ruota di scorta. Più volte abbiamo chiesto alla Sac di assumere impegni. E oggi paghiamo il prezzo di questa miopia. È inaccettabile che un evento naturale, come la cenere dell’Etna, paralizzi un’intera economia». La Cna di Ragusa chiede alla deputazione regionale iblea e al presidente del Libero consorzio comunale di chiedere alla Regione la predisposizione di un intervento straordinario immediato e l’istituzione di un fondo specifico di ristoro destinato alle categorie economiche colpite: alberghi, ristorazione, trasporti, servizi turistici, attività commerciali.

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