Adirà alle vie legali a tutela dei cittadini l’Accademia Nazionale per l’Alfa Formazione e Promozione della Cultura, del Lavoro e del Sociale (ANAFePC), dopo il silenzio di 19 comuni siciliani chiamati a rispondere a un’istanza formale per far luce sull’emergenza idrica che attanaglia l’Isola. L’obiettivo era ottenere dati certi sulle perdite delle condotte, sul rendiconto e lo stato reale dei cantieri legati ai fondi straordinari e PNRR dell’ultimo quinquennio oltre ai criteri oggettivi adottati per le turnazioni idriche, che in diversi casi comportano distacchi prolungati fino a venti giorni.. L’associazione, assistita dai propri legali, aveva inviato un’istanza formale a ventuno Comuni distribuiti tra le province di Agrigento, Caltanissetta, Enna, Palermo, Catania e Siracusa indicando trenta giorni per adempiere all’istanza. Di fronte al mancato riscontro, e con le sole eccezioni di Piazza Armerina e Caltanissetta che hanno regolarmente adempiuto, l’associazione ha depositato un ricorso all’Assessorato Regionale delle Autonomie Locali chiedendo l’attivazione dei poteri sostitutivi e il commissariamento ispettivo per i diciannove enti inadempienti citati nell’atto, ovvero Agrigento, Licata, Termini Imerese, Caltagirone, Enna, Gela, Sciacca, Racalmuto, Canicattì, Favara, Palma di Montechiaro, Naro, Cammarata, San Cataldo, Niscemi, Barrafranca, Siracusa, Cefalà Diana e Misterbianco. Sono state inviate contestualmente formali segnalazioni all’ANAC per la violazione degli obblighi di trasparenza e un esposto alla Procura della Corte dei Conti, ai sensi della Legge 20 del 1994, per verificare la corretta gestione contabile e scongiurare il rischio di perdita dei finanziamenti pubblici destinati alle infrastrutture idriche.
CRISI IDRICA - ANAFePC CONTRO 19 COMUNI SILENTI
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