In un mese gli invasi siciliani hanno perso oltre 66 milioni di metri cubi d’acqua, tra prelievi ed evaporazione dovuta alle alte temperature. Al primo agosto nelle 30 dighe monitorate dall’Autorità di bacino della Regione erano presenti 500,71 milioni di metri cubi, contro i 566,78 milioni del mese precedente: una riduzione del 12%, più marcata di quella registrata nel precedente rilevamento, quando il calo era stato del 10%. Sei delle 30 dighe in un uso in Sicilia sono pressoché vuote. Alcuni invasi mostrano perdite particolarmente consistenti. Il caso più evidente è Pozzillo, passato in un solo mese da 34,49 a 13,15 milioni di metri cubi, l’Arancio è passato da 18,14 a 14,56 milioni. Situazione diversa per alcuni bacini che conservano ancora riserve elevate: Lentini ha 90,66 milioni di metri cubi, quasi lo stesso livello dell’agosto 2025, mentre Santa Rosalia è a 19,12 milioni su una capacità complessiva di 20 milioni. Tra un biennio la Sicilia potrebbe avviarsi verso una nuova ondata di siccità che potrebbe rivelarsi ancora peggiore dell’ultima crisi, considerato l’aumento del fango negli invasi e le condotte colabrodo che non sono state riparate”, spiega all’ansa l’ingegnere Leonardo Santoro, ex segretario dell’Autorità di bacino, che sottolinea l’importanza di una riflessione seria sulla ciclicità dei fenomeni. “Negli anni si sarebbe dovuta aumentare la capacità di accumulo dei volumi idrici, ripulendo gli invasi. Ora un’operazione del genere diventa troppo costosa e converrebbe pensare alla realizzazione di nuove dighe. Per gestire l’immediato bisogna concentrarsi sulla riduzione delle perdite”, aggiunge Santoro. Particolarmente delicata è la situazione dell’Ancipa che al primo agosto ha 19,07 milioni di metri cubi lordi d’acqua , rispetto ai 21,06 milioni del mese precedente. Per i primi mesi del 2027 Siciliacque ha già stimato che saranno necessari altri 8,8 milioni di metri cubi che potranno essere soddisfatti soltanto se l’autunno sarà piovoso, perché con gli ultimi prelievi programmati, l’invaso rischia di rimanere a secco.
CRISI IDRICA - INVASI SICILIANI, -12% D’ACQUA IN UN MESE
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