CATANIA - VIA STURZO, “SERVONO PIÙ CONTROLLI E PRESIDI”

di Sarah Donzuso

Attivazione di presidi fissi delle forze dell’ordine nei punti maggiormente critici.
È la richiesta che arriva da commercianti e residenti di via Luigi Sturzo, a Catania. Teatro spesso di episodi di illegalità e alcune volte aggressioni, nella zona – dicono i cittadini- si vede poca presenza di forze dell’ordine.

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Una risata beffarda quella di questo cittadino, come di chi forse si è arreso a una situazione che forse non cambierà.
A chiedere più controlli qualche giorno fa anche il vicepresidente del I municipio di Catania Giuseppe Arcidiacono che aveva chiesto anche la costituzione di una task force interforze dedicata al monitoraggio quotidiano e la convocazione urgente del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

La zona tra corso Sicilia, via Rizzo e via Luigi Sturzo è spesso balzata agli onori della cronaca per fatti di violenza, anche noi in passato ci siamo occupati della questione.
Gli interventi delle forze dell’ordine ci sono stati ma poi tutto si verifica nuovamente e così si è costretti a parlare di nuovi fatti di cronaca che certo non regalano sicurezza al quartiere.
Quartiere dove lo scorso anno è stato anche ucciso un parcheggiatore vicino a un noto supermercato di corso Sicilia.

Nella zona si stanno facendo diversi interventi, soprattutto di riqualificazione, per migliorarne la fruizione ed eliminare eventuali punti critici di ritrovo di delinquenti. Intanto però continua a esserci un’emergenza che deve essere affrontata

*Catania, emergenza sicurezza nel I Municipio, Giuseppe Arcidiacono: «La misura è colma, servono presidi fissi e una task force permanente»*

«La misura è colma e la pazienza dei cittadini è esaurita. Non siamo più davanti a episodi isolati, ma a una vera emergenza di ordine pubblico, che denunciamo da anni senza ricevere risposte adeguate. Non possiamo attendere che un altro cittadino perda la vita, come purtroppo è già tragicamente accaduto nei pressi del supermercato Lidl, una criticità che avevo puntualmente segnalato nelle sedi opportune. Ora servono fatti concreti, presidi fissi 24 ore su 24 e una task force permanente. I controlli sporadici o limitati al fine settimana non sono sufficienti».

Lo dichiara il vicepresidente del I Municipio di Catania, Giuseppe Arcidiacono, intervenendo dopo gli ultimi gravi episodi di violenza e degrado registrati nel centro storico, tra i quali l’aggressione avvenuta in via Luigi Rizzo.

Un allarme che nasce anche da un’esperienza vissuta in prima persona dallo stesso rappresentante istituzionale: «Nei mesi scorsi, insieme alla vicepresidente di un’associazione del centro storico, sono stato vittima di un’aggressione in pieno giorno, persino davanti alle telecamere di un’emittente televisiva locale», prosegue Arcidiacono.

«Se anche chi rappresenta le istituzioni, chi opera nel territorio o chi svolge il proprio lavoro nel mondo dell’informazione viene aggredito alla luce del sole, significa che è stato superato ogni limite tollerabile. Non si tratta di alimentare speculazioni politiche, contrapposizioni su base etnica o dibattiti ideologici sull’integrazione. Qui si parla della tutela della vita umana, del rispetto delle regole e del diritto fondamentale alla sicurezza».

Di fronte a una situazione che alimenta un clima di costante vulnerabilità tra residenti e commercianti, Arcidiacono sollecita le autorità competenti e il prefetto di Catania ad adottare misure straordinarie e immediate.

In particolare, il vicepresidente del I Municipio chiede l’attivazione di presidi fissi delle forze dell’ordine nei punti maggiormente critici del territorio, la costituzione di una task force interforze dedicata al monitoraggio quotidiano e la convocazione urgente del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.
«Come rappresentante di un’istituzione di prossimità non intendo rassegnarmi né fare un solo passo indietro», conclude Giuseppe Arcidiacono.

«Continuerò a battermi in tutte le sedi affinché la sicurezza a Catania torni a essere un diritto garantito per tutti e non una scommessa quotidiana per chi vive e lavora nel centro storico».

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