La coordinatrice regionale de “Le Partite IVA Sicilia”, Maria Francesca Briganti, ha denunciato i pesanti rincari energetici che colpiscono l’isola. L’aumento del 9,3% in Maggior Tutela e i prezzi zonali elevati danneggiano gravemente le micro e piccole imprese siciliane. I rincari alimentano un’inflazione regionale al 3,9%, spingendo l’associazione a chiedere un “price cap insulare” e tariffe agevolate. Sullo stesso fronte, il segretario generale della CGIL Sicilia, Alfio Mannino, ha duramente criticato l’inazione della politica regionale. Mannino contrappone la Sicilia del lavoro e dei diritti a quella dei privilegi, delle clientele e delle risposte frammentarie. Il carovita e i costi insostenibili dell’energia e dell’inflazione stanno schiacciando le famiglie siciliane di fronte a istituzioni assenti. La CGIL chiede un cambio di rotta economico, partendo dalla ricontrattazione dell’accordo Stato-Regione sulle regole fiscali e statutarie. L’organizzazione sindacale denuncia che i profitti energetici e le accise finiscono al governo nazionale senza adeguate retrocessioni locali. In Sicilia la media dei salari resta inferiore di 5.000 euro rispetto al resto d’Italia, alimentando la piaga del lavoro povero e del precariato. Dal 2019 quasi 100 mila giovani tra i 18 e i 35 anni hanno lasciato l’isola, spingendo la CGIL a una forte stagione di mobilitazione. Le proteste puntano a imporre misure strutturali contro il caro-energia e a costruire un nuovo modello di sviluppo economico e sociale. La mobilitazione culminerà nelle piazze siciliane e nella grande manifestazione nazionale prevista per il 17 ottobre a Roma.
CARO CARBURANTE - ISOLA SOTTO PRESSIONE, RINCARI E VERTENZE
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