La flotta trapanese è in stato di agitazione: ha fermato le attività e non ha ritirato i documenti di bordo in Capitaneria di Porto. La protesta nasce dall’insoddisfazione per le risposte arrivate finora da Palermo e da Roma. Il Centro Permanente per il Coordinamento delle Politiche Locali della Pesca del GAL Pesca Trapanese e gli operatori della marineria di Trapani questa mattina hanno rivolto una richiesta alle istituzioni regionali, nazionali ed europee, nel corso di una conferenza stampa all’ex Lazzaretto, sede del Coordinament: un prezzo politico del gasolio per la pesca, fissato tra 0,60 e 0,70 euro al litro. Senza un prezzo calmierato del carburante, avverte il Coordinamento, le marinerie siciliane e italiane resteranno in svantaggio rispetto alle flotte dei Paesi terzi del Mediterraneo, che lavorano con costi molto più bassi e invadono i mercati con prodotto a basso prezzo
INT PESCATORI
Tra i presenti Natale Amoroso, presidente dell’organizzazione dei produttori della Pesca di Trapani
NATALE AMOROSO PRESIDENTE O.P PESCA TRAPANI
CARO CARBURANTI - LA PESCA TRAPANESE FERMA LE BARCHE
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