Sono numerose le iniziative che in questi giorni si susseguono a 48 anni di distanza dall’omicidio di Peppino Impastato, giornalista e attivista italiano, ucciso dalla mafia il 9 maggio del 1978. La cgil di Palermo ha organizzato una serie di incontri e di dibattiti. Peppino vive e lotta assieme a noi, scrive in un post. Oggi la visita ai luoghi della memoria e nel pomeriggio il corteo da Terrasini a Cinisi. Per il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici. “L’omicidio di Peppino Impastato ha contributo a cambiare l’approccio dell’opinione pubblica e, molti anni dopo, anche quello dello Stato nei confronti della mafia, la cui esistenza, fino ad allora, veniva negata. Riconosciamo nei soggetti della cronaca nera di oggi gli stessi nomi e cognomi di ieri — figli e nipoti di allora — che perpetuano una continuità di sangue che è il pilastro della cultura mafiosa.
ANTONELLO CRACOLICI PRESIDENTE COMMISSIONE REGIONALE ANTIMAFIA
Il suo esempio continua a parlare soprattutto ai più giovani, ha detto il sindaco di Palermo Roberto Lagalla. Peppino ci insegna che la libertà non è mai un fatto astratto: è una scelta concreta, quotidiana, che richiede responsabilità, coscienza critica e il rifiuto dell’indifferenza. Palermo continuerà a custodire la sua memoria non come un semplice esercizio di commemorazione, ma come un impegno civile verso una città più libera e più giusta”.
Cracolici: “Battaglie Impastato hanno cambiato Sicilia, ma attenzione a continuità ‘dinastica’ boss”
Palermo, 9 maggio – “L’omicidio di Peppino Impastato ha contributo a cambiare l’approccio dell’opinione pubblica e, molti anni dopo, anche quello dello Stato nei confronti della mafia, la cui esistenza, fino ad allora, veniva negata. Oggi ricordiamo le idee di Peppino, un giovane che, con le sue battaglie, ha trasformato il volto della Sicilia”. Lo ha detto il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici, in occasione del 48° anniversario dell’assassinio di Peppino Impastato, ucciso il 9 maggio 1978.
“Ma 48 anni dopo quel delitto – ha aggiunto Cracolici – abbiamo il dovere di non sottovalutare quello che sta avvenendo nelle nostre città, con il rumore delle armi che torna a scuotere le nostre piazze. Riconosciamo nei soggetti della cronaca nera gli stessi nomi e cognomi di ieri — figli e nipoti di allora — che perpetuano una continuità di sangue che è il pilastro della cultura mafiosa. Una continuità quasi ‘dinastica’ che non possiamo permetterci di ignorare”.
racolici: “Battaglie Impastato hanno cambiato Sicilia, ma attenzione a continuità ‘dinastica’ boss”
Palermo, 9 maggio – “L’omicidio di Peppino Impastato ha contributo a cambiare l’approccio dell’opinione pubblica e, molti anni dopo, anche quello dello Stato nei confronti della mafia, la cui esistenza, fino ad allora, veniva negata. Lo ha detto il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici, in occasione del 48° anniversario dell’assassinio di Peppino Impastato, ucciso il 9 maggio 1978.Riconosciamo nei soggetti della cronaca nera DI OGGI gli stessi nomi e cognomi di ieri — figli e nipoti di allora — che perpetuano una continuità di sangue che è il pilastro della cultura mafiosa.
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“Ma 48 anni dopo quel delitto – ha aggiunto Cracolici – abbiamo il dovere di non sottovalutare quello che sta avvenendo nelle nostre città, con il rumore delle armi che torna a scuotere le nostre piazze. Una continuità quasi ‘dinastica’ che non possiamo permetterci di ignorare”. oGGI RICORDIAMO …..