La privatizzazione del sistema aeroportuale Catania-Comiso finisce sotto il faro della Commissione parlamentare per l’Insularità e accende uno scontro tra vertici societari e opposizioni. Al centro del dibattito, l’audizione del 17 giugno con focus su gestione delle quote pubbliche, trasparenza delle procedure e destino dello scalo ragusano. Nel quadro dei grandi investimenti previsti dal piano di privatizzazione, l’aeroporto di Comiso viene indicato dai vertici come uno snodo strategico da potenziare, specialmente sul fronte delle merci. Rafforzamento dei passeggeri: La presidente della SAC, Anna Maria Rita Quattrone, ha evidenziato come Comiso abbia registrato un incremento di tratte e passeggeri, complice la spinta della continuità territoriale.
Per valorizzare la forte vocazione agricola del territorio ragusano ed esportare le eccellenze locali nel mondo, sono stati previsti e verranno realizzati investimenti dedicati al settore cargo per circa 47 milioni di euro. La vendita del 51% e l’interesse dei giganti europei
Sullo sfondo rimane il maxi-piano di privatizzazione che coinvolge il 51% delle quote della società di gestione. L’operazione punta a mobilitare tra i 500-600 milioni e il miliardo di euro di investimenti privati, necessari per portare il traffico passeggeri oltre i 20 milioni entro il 2035 e costruire i nuovi terminal. Belcuore e Quattrone chiariscono che l’infrastruttura resta statale sotto il controllo ENAC: ad essere ceduta è solo la gestione societaria per garantire risorse insostenibili per il solo pubblico. Il duro attacco dell’opposizione: “Procedura senza serenità”
I chiarimenti non bastano però a placare le perplessità della politica. Il senatore Antonio Nicita (PD-IDP) ha sollevato forti dubbi sull’intera operazione, annunciando interrogazioni al Governo e il coinvolgimento di Antitrust ed ANAC: Nicita ha denunciato la posizione del commissario Belcuore, in carica dal 2023 ben oltre l’iniziale mandato di 90 giorni che prevedeva il solo ripristino degli organi camerali di norma ordinaria. Contestata la mancanza di un piano industriale esecutivo condiviso prima della scelta dei soci e presunti deficit di informazione verso alcuni membri del CdA e gli enti territoriali coinvolti. Lopposizione chiede di sospendere l’iter I vertici della SAC e della Camera di Commercio rispediscono le accuse al mittente, ricordando che l’iter è partito nel 2019 con votazione unanime e che tutti i dettagli formali saranno integrati con relazioni scritte alla Commissione.
PRIVATIZZAZIONE AEROPORTI - AUDIZIONE SAC, SCONTRO SU PIANO RILANCIO
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