Il sistema idrico al collasso torna a preoccupare Canicattì e la provincia di Agrigento dove cittadini, commercianti, proprietari di strutture ricettive tornano a fare i conti con la carenza della preziosa risorsa e con l’impossibilità di vedere uno spiraglio al disservizio che rappresenta una vera e propria emergenza. A denunciare il fallimento gestionale di Aica e il blocco del servizio fondamentale delle autobotti è il presidente del consiglio comunale di Canicattì Mimmo Licata che ha inviato una lettera al prefetto e alla regione. Ad esasperare la situazione la tensione politica, esplosa con le dimissioni di 7 consiglieri. L’assenza della Giunta al Consiglio comunale straordinario, dice, convocato negli scorsi giorni è stata definita “offensiva verso i cittadini esasperati dai disservizi”. Viene chiesta una reale discontinuità gestionale, mettendo in discussione la permanenza dei vertici aziendali. La città, dice, non accetta più passerelle mentre il rischio di tensioni sociali fuori controllo si fa concreto. E in una nota il procuratore di Agrigento Giovanni di Leo interviene in merito alle attuali polemiche in ordine alla assicurazione del servizio idrico nella città di Canicattì, come in altri centri della provincia”. Sottolinea che “corre l’obbligo di ricordare a tutte le Autorità coinvolte che l’assicurazione del Servizio idrico integrato” impone a “ciascuno il massimo sforzo per assicurare che il Servizio pubblico essenziale sia reso nel pieno rispetto del principio di unicità della gestione e delle norme in materia di appalti e servizi pubblici essenziali sul territorio”. È dovere specifico delle autorità preposte ad ogni livello assicurare che l’acqua per uso civile e potabile sia fornita e distribuita dopo essere stata sottoposta ai controlli. Ogni altra acquisizione, fornitura, non regolarizzata secondo quanto previsto dall’autorità gerente il Servizio idrico integrato – ricorda il magistrato – costituisce uno specifico differente reato, ed in caso di insalubrità dell’acqua medesima può esporre coloro che la utilizzano a gravi rischi per la salute”.
AGRIGENTO - CRISI IDRICA, INTERVIENE IL PROCURATORE DI LEO
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