ELEZIONI - DE LUCA: “SONO IO L’AGO DELLA BILANCIA”

di Marco Scavino
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L’ago della bilancio sono io. N Niente peli sulla lingua e idee chiarissime sul futuro politico. Cateno De Luca gela i progetti sul Terzo Polo e lancia la sfida alle coalizioni nazionali in vista delle prossime scadenze elettorali. Per il leader di Sud chiama Nord il centro non esiste, parafrasando ciò che ha detto il leader del moviemnto stiamto come ago della bilancia. Cateno De Luca liquida con una battuta delle sue le manovre per la costruzione di un’area moderata. Un’operazione definita senza giri di parole “insignificante”, utile solo a quattro padroncini megalomani che si sentono — parole sue — dei “De Gasperi 4.0”.Il leader di Sud chiama Nord rivendica invece con orgoglio quell’uno e mezzo per cento conquistato a livello nazionale. Un consenso post-ideologico che affonda le radici nella buona amministrazione dei suoi primi cittadini. Un voto identitario che in Sicilia si impenna: alle ultime amministrative il movimento ha incassato una media del 22%, espugnando Messina da solo e risultando decisivo per le vittorie di centrodestra e centrosinistra in altri comuni dell’isola.De Luca fotografa il momento politico attuale citando l’opera lirica: “Siamo nella fase del Barbiere di Siviglia — dice —, tutti ci vogliono, tutti ci cercano”. Ma per le prossime sfide il leader avverte i grandi poli: Sud chiama Nord non farà corse in solitaria, l’obiettivo del movimento è incidere davvero sugli equilibri di governo. Alle due coalizioni principali viene lanciato un messaggio chiarissimo: quando sarà il momento di scegliere i candidati, si metteranno i curricula sul tavolo. E il suo, assicura De Luca, è già pronto.

“Glielo dico da siciliano: il centro è una minchiata”. Lo afferma, in un’intervista a Il Resto del Carlino, Cateno De Luca, leader di Sud chiama Nord.
“I sondaggi sono indizi – aggiunge -, la fotografia di un percorso nato nei palazzi municipali e che si è sviluppato nel tempo. I nostri sindaci si sono distinti per la buona amministrazione e questo ha creato un consenso strutturato e post ideologico. Il nostro 1,5% nazionale, nato esclusivamente dall’esperienza siciliana, ha una caratteristica unica: non è di area. Quindi possiamo rappresentare un valore aggiunto. Quella percentuale è il frutto di un lavoro fatto al di là delle coalizioni, un voto identitario. Alle ultime amministrative siciliane abbiamo ottenuto una media del 22%, vincendo nuovamente a Messina da soli e aiutando invece il centrodestra e il centrosinistra a vincere in altri comuni”.
Quindi aspirate a essere voi il ‘centro’ decisivo? “Le regole attuali – afferma ancora De Luca – non presuppongono alcun centro, infatti tutte le esperienze di questo tipo si sono rivelate insignificanti. La politica serve a incidere. Invece certe operazioni servono solo a quattro padroncini per continuare a esistere, megalomani che si sentono De Gasperi 4.0. Io non voglio fare ammucchiate per superare il 3% e poi non essere ago della bilancia o far pesare la mia storia all’interno di una coalizione”.
“Nei sondaggi – conclude – Sud chiama Nord è il terzo partito in Sicilia e la stima su di me, da solo, è sopra il 20%. Siamo nella fase del ‘barbiere di Siviglia’: tutti ci vogliono, tutti ci cercano. Stavolta vogliamo incidere, quindi una cosa è certa: non faremo corse in solitaria. Io ho detto scherzando, ma neanche tanto, alle due coalizioni che quando sarà il momento di valutare il candidato dovremo mettere sul tavolo il curriculum. Io ci metto il mio” conclude.

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