Un’idea nuova, innovativa ed adeguata ai tempi. Così Piero Torchi, già sindaco di Modica, in un post su facebook lancia un’idea, ardita dice, ma assolutamente fattibile, una “LEGGE SPECIALE PER IL CENTRO STORICO DI MODICA”. Il consiglio comunale aperto da più parti è stato visto come un’occasione di confronto costruttivo, un punto di partenza, quello che si auspica, per iniziare a porre le basi per delle azioni concrete. Adesso scrive Torchi, bisogna costituire il tavolo, strutturarlo in maniera operativa e realmente rappresentativa delle varie istanze e sensibilità, e poi passare alla fase concreta delle proposte, senza avere paura di volare alto, ponendo obbiettivi di medio e lungo termine che oggi magari si fa fatica intravvedere. Io non voglio il rifinanziamento della legge per Ibla, e neanche il rifinanziamento delle misure per i centri UNESCO. Io immagino una “legge speciale
PIERO TORCHI GIA’ SINDACO DI MODICA
La legge non sia affidata alla discrezione di qualcuno, ma sia accompagnata da un “piano d’azione”, approvato dal Consiglio comunale dopo un’attento lavoro del costituendo tavolo tecnico
PIERO TORCHI
Sulla riqualificazione del centro storico il segretario territoriale Cna Ragusa Carmelo Caccamo ribadisce all’amministrazione comunale e alla presidente del consiglio Mariacristina Minardo l’importanza dell’istituzione della consulta permanente.
CARMELO CACCAMO SEGRETARIO TERRITORIALE CNA RAGUSA
Esprimo apprezzamento per il consiglio comunale aperto e l’istituzione del tavolo tecnico, scrive Giorgio Moncada presidente di Confcommercio Modica. Ritengo tuttavia doveroso richiamare l’attenzione su un rischio concreto: la nostra è una città articolata in numerosi quartieri e frazioni, ciascuno con una propria identità. Domani la stessa richiesta potrà arrivare da ognuno di essi, e non potremo negarla senza creare disparità di trattamento. Dobbiamo allora interrogarci, con serietà e senso di responsabilità, se governare la città a compartimenti separati sia davvero la direzione corretta. Le regole della democrazia rappresentativa vanno rispettate e preservate: altro è dare voce alle associazioni di categoria, che sintetizzano bisogni condivisi, altro è inseguire la pretesa del singolo cittadino di un ascolto dedicato. In quest’ultimo caso rischiamo di svuotare di significato — lo dico con spirito costruttivo — la funzione stessa del consiglio comunale.
MODICA - “UNA LEGGE SPECIALE PER IL CENTRO STORICO”
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