Sono scattati davanti al Gip Giuseppa Zampino gli interrogatori preventivi per i nove indagati della Procura di Palermo. Al centro delle indagini l’ex vicepresidente della Regione Siciliana, Gaetano Armao, per il quale i magistrati hanno chiesto la custodia cautelare in carcere con l’accusa di aver intascato tangenti. I primi indagati hanno già varcato la soglia dell’aula di giustizia. Ha reso spontanee dichiarazioni la dottoressa Veruska Costanzo (dipendente Samo), per la quale i pm chiedono il divieto di dimora. Il suo legale, l’avvocato Ivan Albo, ha parlato di “accuse inconsistenti” e di un grosso equivoco legato a mere “suggestioni espressive”, difendendo l’operato professionale del medico nel settore sanitario. Respinge categoricamente ogni addebito anche l’imprenditore agrigentino Sergio Vella, titolare della Seap Bio Energy e a rischio domiciliari: “Non ho mai conosciuto Armao”, ha dichiarato prima di entrare in tribunale. L’ipotesi d’accusa sostiene che Vella abbia pagato una tangente — mascherata da falsa consulenza legale all’avvocato Pierluigi Matta — per velocizzare il via libera ambientale a un impianto di biometano ad Aragona. Ascoltati dal gip anche gli altri manager e imprenditori della sanità e dell’ambiente, tra cui Giuseppe Argirò, Marco Gentile Malacarne e Mario Lupo (ex presidente della Samot). Il quadro delineato dalla Procura ipotizza un intreccio di voti, assunzioni pilotate ed emendamenti “su misura” per favorire le private nelle cure palliative, arrivando a bloccare i decreti regionali che avrebbero allargato la concorrenza. I fari sono ora puntati sull’udienza di domani, quando verranno ascoltati i volti chiave dell’inchiesta: l’ex vicepresidente Gaetano Armao, l’avvocato intermediario Pierluigi Matta, il deputato regionale dell’Mpa Giuseppe Lombardo e il presidente della Samo Luigi Zancla.
PALERMO - CORRUZIONE, AL VIA GLI INTERROGATORI
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