INCENDI - NON SI ATTENUA LA PAURA IN SICILIA

di Veronica Puglisi
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Ettari di terreno andati in fumo, abitazioni evacuate e la paura della ripresa dei focolai mettono in allarme la popolazione siciliana che ha dovuto fare conti in questi ultimi giorni di caldo torrido con l’allarme incendi. A Modica questa mattina il dirigente della protezione civile Fabio Bellaera ha segnalato fumo proveniente dalla collina Monserrato monitorata costantemente dai vigili del fuoco, due le squadre presenti sul posto, e dal corpo della forestale. La polizia ha arrestato un piromane e non è escluso che ci siano altri complici. Intanto il sindaco di Castronovo di Sicilia Vitale Gattuso teme per il suo territorio. Al momento le fiamme sono circoscritte, rivela all’ansa, ma nel pomeriggio, come successo negli ultimi giorni, temiamo che possano divampare di nuovo per le altissime temperature che hanno sfiorato i 50 gradi. Stiamo facendo la conta dei danni e il nostro territorio ne ha subiti tanti. Aziende andate in fumo, case, vegetazione. L’incendio, secondo quanto ha dichiarato, è partito dalla centrale idroelettrica che si trova nel nostro territorio. Il primo cittadino ha trascorso la notte assieme a suoi concittadini, alcuni dei quali hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni minacciate dalle fiamme. Ore difficili anche nella Valle del Belice e nei Monti Sicani, nell’entroterra della provincia di Agrigento. A Bivona, dove il fuoco ha lambito le case ed è stato necessario evacuare almeno una ventina di abitazioni, riporta l’agenzia Ansa, sono in corso operazioni di spegnimento degli ultimi focolai. Interessate da vari roghi anche le aree comprese tra Sciacca e Sambuca di Sicilia. Durante le operazioni di spegnimento a Menfi, un vigile del fuoco del distaccamento di Santa Margherita di Belice è stato colto da infarto. E’ stato trasportato all’ospedale di Sciacca. Fuoco anche tra le sterpaglie vicine alla statale 624 Palermo-Sciacca. Siamo di fronte all’ennesima estate di fuoco, scrive Coldiretti Sicilia. Prevenzione e mezzi tecnologici sono sempre più utilizzati, per evitare che il fuoco bruci il lavoro di anni ma evidentemente manca ancora un controllo capillare”. La Flai Cgil Agrigento parla di “atti criminali veri e propri”, denunciando un disastro che sta colpendo duramente comunità, coltivazioni e abitazioni. Un territorio ferito, che chiede risposte e protezione.

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