Un impronta scientifica consentirebbe di riconoscere l’autenticità delle opere di Antonello da Messina, rubate a Ferragosto. E’ quanto fa sapere il Consiglio nazionale delle ricerche di Messina. Nel 2018 – informa in una nota – le due opere trafugate al Museo Regionale di Messina sono state oggetto di una campagna di documentazione diagnostica completa curata dall’Istituto per i processi chimico fisici del Cnr e dal Dipartimento Stebicef dell’Università degli Studi di Palermo. La campagna ha interessato entrambe le opere, unitamente a molte altre, attraverso l’impiego coordinato di metodologie non invasive e non distruttive, volto ad approfondirne le caratteristiche materiali e lo stato di conservazione: tra queste, la radiografia digitale diretta, l’uso della luce infrarossa per analizzare i vari strati superficiali, tecniche di fluorescenza. Col risultato di fornire una documentazione scientifica identificativa delle opere. La combinazione di tali tecniche aggiunge la nota – può fornire una sorta di impronta diagnostica delle tavole, di particolare interesse nel caso di un ritrovamento delle opere, in quanto consentirebbe di verificarle alla luce del set di dati acquisito. Intanto Sono stati trasferiti ad altri siti dei Beni culturali i quattro custodi che erano di turno nel museo a Messina quando è avvenuto il furto. I quattro, due impiegate regionali e due Asu, per ora sono in ferie ma non rientreranno a lavoro e nei loro confronti sarà aperto un procedimento disciplinare.
FURTO MESSINA - OPERE HANNO IMPRONTA PER RICONOSCIMENTO
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