MASCALUCIA - UCCISE FIGLIA, CHIESTA GIUSTIZIA RIPARATIVA

di Katjuscia Carpentieri
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Gli avvocati Tommaso Tamburino e Gabriele Celesti, difensori di Martina Patti, la donna che uccise nel giugno del 2022 la figlia Elena, hanno chiesto alla corte d’assise d’appello di Catania l’accesso al percorso della giustizia riparativa. La Patti è stata condannata a 30 di reclusione per l’omicidio della piccola di quasi 5 anni , rea confessa. La bimba fu uccisa con un’arma da taglio e poi seppellita in un campo vicino casa a Mascalucia simulando il rapimento della bambina.
La richiesta è stata avanzata dopo che l’imputata, in video collegamento, ha “chiesto perdono” per avere “fatto qualcosa di orribile: ho ucciso mia figlia”. Una consapevolezza, ha aggiunto che è arrivata “dopo un percorso psicologico che sto conducendo da quando sono detenuta”.
All’ipotesi di accesso alla giustizia riparativa si sono opposti la Procura generale, e l’avvocata Barbara Ronsisvalle che assiste le parti civili costituite nel processo: il papà e i nonni paterni della piccola vittima. La Corte d’assise d’appello si è riservata sulla richiesta e renderà nota la propria decisione nell’udienza prevista per il 7 luglio. Martina Patti è imputata per omicidio premeditato aggravato, occultamento di cadavere e simulazione di reato. Il processo è stato incardinato su indagini dei carabinieri del comando provinciale di Catania

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