Il progetto del Ponte sullo Stretto resta al centro di un acceso scontro politico e contabile. L’Ad della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci, ha smentito l’esistenza di extracosti, confermando l’investimento di 13,5 miliardi di euro, pur ammettendo una rimodulazione dei fondi dovuta allo slittamento dei tempi. Se per Annalisa Tardino, commissario straordinario dell’Autorità di sistema portuale del mare di Sicilia occidentale, intervenendo oggi a LetExpo, a Verona, l’opera è un pilastro strategico per la competitività europea, il fronte delle opposizioni attacca duramente. PD e M5S parlano di “sonora bocciatura” e “accanimento terapeutico” in seguito ai rilievi della Ragioneria Generale dello Stato, che ha imposto di procedere senza nuovi oneri per la finanza pubblica, costringendo il Governo a riscrivere parte del decreto. In questo scenario di incertezza, il Ministro Matteo Salvini ha ammesso a Verona di non voler più fornire scadenze mensili per l’avvio dei cantieri, citando l’ostacolo rappresentato da ricorsi e rilievi tecnici.
“Il mio obiettivo – ha proseguito Salvini – è che questo sia l’anno dopo 160 anni dai primi studi, dell’avvio dei cantieri per il benedetto e utile Ponte sullo Stretto di Messina per togliere anche quell’altro tappo per lo sviluppo del paese”.
Per le minoranze, il progetto è ormai una “farsa” che blocca risorse preziose destinate alle vere emergenze infrastrutturali del Mezzogiorno.