“Non possiamo affrontare l’estate con l’incertezza sull’acqua, i cittadini e gli operatori turistici e commerciali hanno bisogno di certezze”. Lo afferma il presidente del Libero Consorzio di Agrigento, Giuseppe Pendolino, che, facendosi portavoce dei sindaci della provincia, incontrati ieri, chiede un incontro urgente al presidente della Regione, Renato Schifani, affinchè vengano garantite continuità e certezza nell’approvvigionamento idrico.
GIUSEPPE PENDOLINO Presidente del Libero Consorzio di Agrigento
Il Presidente evidenzia come l’aumento della portata idrica concesso da Siciliacque ad AICA sia stato confermato solo per giugno. La società ha infatti autorizzato un incremento temporaneo di 60 litri al secondo, rinviando ogni decisione successiva alla definizione di accordi finanziari strutturali. «Prendiamo atto dello sforzo compiuto – dice Pendolino – ma non possiamo accettare che il futuro della nostra provincia venga programmato di mese in mese”. E poi c’è il problema della rete idrica.
GIUSEPPE PENDOLINO Presidente del Libero Consorzio di Agrigento
A Canicattì e Licata, le due città maggiormente interessate dall’emergenza, nelle quali si sono costituiti comitati spontanei, cominciano le mobilitazioni di piazza con lo slogan “l’acqua è un diritto, non un favore”. “L’autonomia del gestore – dicono i cittadini – non deve tradursi in abuso di potere. Se i sindaci non fanno nulla, il prefetto deve attivare i poteri sostitutivi. A questo punto, chiediamo alla Procura di intervenire”. Ed intanto i Carabinieri di Canicattì hanno individuato un terreno agricolo al cui interno era presente un pozzo utilizzato per il prelievo di acqua destinata alla distribuzione mediante autobotti prive di autorizzazioni. Sul posto anche l’A.S.P. di Agrigento, che ha esaminato l’acqua prelevata dal pozzo e dalle autobotti, evidenziando la presenza di batteri coliformi, quindi l’acqua non è potabile.
GIUSEPPE PENDOLINO Presidente del Libero Consorzio di Agrigento
AGRIGENTO - CRISI IDRICA SI AGGRAVA, “SCHIFANI CI RICEVA”
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