CORRUZIONE - CUFFARO PATTEGGIA LA PENA DI TRE ANNI

di Veronica Puglisi
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Sarà convertita in lavori di pubblica utilità, la pena di tre anni patteggiata dall’ex presidente della regione Salvatore Cuffaro per le accuse di corruzione e traffico di influenze legate a un concorso truccato bandito dall’ospedale palermitano Villa Sofia e a presunti illeciti nella gestione di una gara bandita dall’Asp di Siracusa. Nell’accordo coi pm che ha portato al patteggiamento è stabilito anche che dovrà risarcire con 7.500 euro l’uno il danno all’immagine subito dal nosocomio e dall’azienda sanitaria siracusana. Per i restanti due anni e mezzo da scontare, Cuffaro che lascia oggi i domiciliari, svolgerà lavori sociali presso l’Associazione ‘Casa del sorriso’, con sede a Monreale. In questi anni, secondo quanto stabilito dal gup, inoltre non potrà frequentare politici. L’ex governatore ha il divieto di frequentare soggetti che rivestono cariche politiche e/o legislative e/o amministrative, salvo trattasi di familiari o altre persone conviventi, salvo di incontri che ineriscano allo svolgimento dei lavori di pubblica utilità. Il giudice ha poi deciso e imposto una serie di disposizioni a cui Cuffaro dovrà attenersi, come il divieto di detenere armi e di frequentare pregiudicati e persone sottoposte a misure di sicurezza, e obbligo di restare in Sicilia. La difesa di Cuffaro, rappresentata dagli avvocati Giovanni Di Benedetto e Marcello Montalbano, in una nota sostengono che la decisione di optare per la definizione del procedimento con le forme del patteggiamento è stata conseguenza di una precisa e sofferta scelta, condivisa con il proprio assistito, di definire celermente la vicenda giudiziaria. Tranne l’ex Governatore e Ferdinando Aiello che ha chiesto l’abbreviato, dopo oltre 4 ore di camera di consiglio, la gup di Palermo Ermelinda Marfia, ha rinviato a giudizio l’ex direttore generale dell’ospedale Villa Sofia Cervello, Roberto Colletti, Antonio Iacono, primario del Trauma Center dello stesso nosocomio, e l’ex storico segretario del governatore Vito Raso. Secondo l’accusa, l’ex governatore e i coindagati avrebbero pilotato il concorso bandito per la stabilizzazione di 15 operatori sociosanitari. Processo anche, per un appalto messo a gara dall’Asp di Siracusa, con l’accusa di traffico di influenze, per Mauro Marchese e Marco Dammone, della Dussman srl, e l’imprenditore di Belmonte Mezzagno Sergio Mazzola, titolare della ditta Euroservice. Renato Spotti, il legale rappresentante della società Dussmann service, è stato prosciolto. La prima udienza si terrà il prossimo 7 settembre davanti alla terza sezione del Tribunale.

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